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Migranti. Sono 629 mila i residenti stranieri nel Lazio: l'80% vive a Roma e provincia

 


 
 
virgolette

Popolazione quasi raddoppiata in 10 anni ma in flessione nell'ultimo periodo. Crescono gli anziani. La provincia con meno presenze è Rieti

     

dalla Redazione
mercoledì 16 giugno 2021 - 08:31


Sono 629.171 gli stranieri residenti nel Lazio. L'incidenza sulla popolazione totale è del 10,9% (a fronte di una media nazionale dell'8,4%). In dieci anni la crescita è stata di 203.464 unita` (+47,8%, con un incremento medio annuo del 5%) a fronte di un aumento della componente italiana di 49.350 abitanti.

Un incremento che però ha subito una frenata nell'ultimo anno: i numeri parlano di appena 2.423 stranieri in più, una cifra che non riesce a contrastare il decremento della popolazione italiana (-19.799), producendo un calo complessivo di popolazione di 17.376 unità. Anche i primi dati provvisori di fine 2020 registrano una diminuzione della popolazione italiana di 383.922 residenti e nel Lazio di quasi 35mila, calo dovuto per quasi un terzo al saldo migratorio negativo.

Nello stesso periodo (2011-2019) si sono avute in regione 69.554 acquisizioni di cittadinanza italiana da parte di cittadini stranieri (1.071.620 in Italia), che hanno contribuito a ridurre negli archivi il conteggio della popolazione immigrata. Nel 2019 le acquisizioni nel Lazio sono state 9.258, il 7,3% del totale registrato nel Paese (127.001), con un'incidenza per mille stranieri pari a 14,7 (25,3 in Italia). A fotografare la situazione è il sedicesimo rapporto dell'Osservatorio sulle Migrazioni a Roma e nel Lazio, a cura di Idos.

La stragrande maggioranza degli immigrati residenti nel Lazio (80,9 per cento) vive nella Città metropolitana di Roma e, all'interno di questa provincia, per il 68,3 per cento nel comune di Roma e per il 31,7 per cento negli altri comuni. La quota residua del 20 per cento si trova nelle altre province: l'8 per cento in quella di Latina, il 4,9 per cento a Viterbo, il 4 per cento a Frosinone e il 2,1 per cento a Rieti.

Rispetto al 2011 le province in cui gli stranieri sono cresciuti a ritmo più sostenuto sono Latina e Roma (con incrementi medi annui del 6,5 per cento e del 5,1 per cento). Secondo il rapporto continua il contributo degli immigrati alla natalità: nel Lazio sono nati 6.279 bambini stranieri, il 16,1% del totale dei nati, percentuale che raggiunge il 23,4% (più di 1 bambino ogni 5) se si conteggiano tutti i nati da almeno un genitore straniero.

Tuttavia, nel 2019 la piramide dell'età della popolazione straniera residente in regione si discosta da quella registrata in Italia e mostra una maggiore "maturità": nel Lazio gli stranieri fino a 30 anni registrano quote più ridotte che a livello nazionale (33,6% rispetto a 38,5%) e le classi di età tra 40 e 60 anni hanno un peso maggiore. Rispetto al 2011, il peso percentuale della classe di età 50-69 anni registra un incremento di 8,2 punti percentuali e la quota di persone di 20-39 anni si riduce di 9,4 punti (-6 nella media nazionale).

Insomma, mentre ancora l'Italia rifiuta il riconoscimento della cittadinanza per nascita, aumentano gli indicatori di una popolazione anziana destinata a crescere, con tutti i bisogni connessi, anche in termini di previdenza e assistenza sociale e sanitaria. Sul totale degli stranieri residenti nelle province del Lazio si contano 187 nazionalità, tuttavia i romeni ne rappresentano da soli un terzo e superano le 210mila unità, seguiti dai filippini (6,7% degli stranieri) e da altri tre gruppi asiatici: bangladesi (5,6%), indiani (4,5%) e cinesi (3,7%).

Se si esclude la Città metropolitana di Roma, si riscontrano però differenze rilevanti (con l'eccezione della Romania, la cui presenza è ancora più marcata): i filippini hanno scarsa rilevanza nelle altre province, mentre hanno un peso maggiore africani, indiani e albanesi. Rispetto all'anno precedente calano romeni (-1.806), polacchi (-568) e moldavi (-444) e crescono bangladesi (+1.776) e indiani (+1.183). La Città metropolitana di Roma conta 509.057 residenti stranieri, aumentati in un anno di 1.302 unità (+0,3%) e dal 2011 (ultimo censimento) di 133.456, con una crescita in 10 anni del 35,5% a fronte del +16,7% nazionale.

Da sola la Città metropolitana concentra il 10,1% degli stranieri residenti in Italia e l'80,9% di quelli del Lazio. L'incidenza degli stranieri sulla popolazione complessiva è del 12,0%, terzo valore più alto dopo le Città metropolitane di Milano (14,1%) e Firenze (12,4%). Latina è la seconda provincia del Lazio per stranieri residenti (51.168, l'8,1% del totale regionale), come pure per incremento di popolazione straniera, e registra un saldo di +1.176 unità.

L'incidenza degli stranieri sulla popolazione totale è del 9,1% e la composizione per genere vede le donne pesare per il 46,0%, la percentuale più bassa tra le province laziali. Latina è seconda anche per nascite da coppie straniere (696 nuovi nati stranieri, il 16,5% dei nati in provincia), valore superiore sia a quello nazionale (15,0%) sia a quello regionale (16,1%). Ed è la seconda provincia più attrattiva (dopo Roma) nei confronti dell'immigrazione dall'estero: nel 2019 vi si sono registrate 2.585 iscrizioni dall'estero.

Al terzo posto c'è Viterbo (30.572 immigrati, il 4,9% degli stranieri in regione) e prima (dopo Roma) per incidenza della popolazione straniera (9,9%). La distribuzione per genere è leggermente sbilanciata a favore delle donne (51,3%). Quarta per residenti stranieri è la provincia di Frosinone, con 25.303 persone, di cui il 49,6% donne. L'incidenza sul totale della popolazione è del 5,3%. Infine c'è la provincia di Rieti: 13.071, il 2,1% del totale della regione, di cui il 51,6% donne. La provincia però ha un'incidenza di stranieri sul totale della popolazione superiore a Frosinone e pari all'8,6%.

 

 


 

 

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