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Trofeo Perseo a Rieti: Re supera i fratelli Borlée, 45"76 sui 400

 

Davide Re  (Fidal)
Davide Re (Fidal)

 
 
virgolette

Nel salto in lungo Andrew Howe (Aeronautica) si riporta oltre gli otto metri (8,03)

     

dalla Redazione
sabato 24 aprile 2021 - 09:39


Davide Re ed Andrew Howe protagonisti a Rieti nel Trofeo Perseo. Il primatista italiano dei 400 metri debutta con 45.76 nel giro di pista e batte i fratelli Kevin e Dylan Borlée. Nel salto in lungo Andrew Howe (Aeronautica) si riporta oltre gli otto metri (8,03), seppur con tanto vento a favore (+4.4), ma non va sottovalutato il 7,75 regolare (+1.4 il vento) ottenuto regalando oltre venti centimetri all'asse di battuta. Nei 100 metri successo per Gloria Hooper (Carabinieri) con il crono di 11.58 (-0.7) davanti a Zaynab Dosso (Fiamme Azzurre, 11.80).

Primato personale per Alice Mangione (Esercito) nei 300: vittoria in 36.81 sulle compagne azzurre Raphaela Lukudo (Esercito, 37.34) e Mariabenedicta Chigbolu (Esercito, 38.32). Tra gli allievi, migliore prestazione italiana eguagliata per Damiano Dentato (Studentesca Rieti Milardi) nei 200hs con 24.56 nonostante il forte vento contrario (-3.7).

Re non gareggiava da otto mesi. E il test d’esordio è decisamente superato per Davide Re, vincitore nel giro di pista di Rieti con 45.76, con due “vittime” illustri come Kevin Borlée (46.15) e Dylan Borlée (46.57), i fratelli belgi che hanno scelto lo stadio Guidobaldi per il debutto. «Sono contento di essere tornato - le parole di Re - La mia ultima gara, a Stoccolma, quella dell’infortunio al tendine d’Achille, me la portavo ancora un po’ dietro emotivamente e oggi era importante rompere il ghiaccio. Penso che avrei potuto correre un paio di decimi più forte, quello sì. Ma sono felice di questo tempo e sarà veramente importante per le World Relays della prossima settimana in Polonia».

Il primatista italiano approfondisce l’analisi: «Mi è piaciuta soprattutto la parte finale - spiega - Ho cercato di sfruttare al meglio il vento nel primo rettilineo, facendomi ‘portare’ il più possibile. Perché sapevo che sul rettilineo finale, con tutto quel vento contrario, sarebbe stata veramente dura da affrontare in condizioni di forte stanchezza. E invece sul finale ne avevo ancora, ero in spinta. Aver debuttato contro i Borlée ha dato quel pizzico in più di emozione che mi ha fatto entrare subito nell’ottica della gara che conta. Senza di loro avrei fatto un esordio molto più soft, magari più facile da gestire, ma non altrettanto utile in vista della stagione».

Giovedì prossimo si decolla per i Mondiali di staffette di Chorzow (1-2 maggio) che mettono in palio le Olimpiadi: «In Polonia farò del mio meglio, ovunque io sia schierato, nella mista o nella gara maschile. Edo Scotti ha dimostrato di stare bene, Vladimir Aceti non ha potuto correre ma in raduno è andato veramente forte, Ale Sibilio ha fatto un ottimo exploit. Possiamo far bene».

 

 


 

 

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