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Esce «Indifesi», album di esordio della reatina Chiarablue

 


 
 
virgolette

Un viaggio interiore e musicale che trova le sue radici nella musica del Mediterraneo, del centro e sud-America

     

di D. E.
giovedì 22 aprile 2021 - 09:57


In un mondo che chiede di essere perfetti, forti, invincibili, sempre fieri, sempre felici, che pretende che si selezionino le nostre emozioni tra giuste e sbagliate, Indifesi (Autoprotto/iMusician), l’album di esordio di Chiarablue, arriva per rivendicare il desiderio e il diritto di essere umani; imperfetti e vulnerabili, rotti e lesi, indecisi e persi, di sentirsi senza difese di fronte alla vita, di fronte all'amore, liberi finalmente di essere interi.

Dieci brani che raccontano di un lungo viaggio interiore e musicale, che è ben lontano dall'essere finito, ma che aveva bisogno di celebrare la strada percorsa e che trova le sue radici nella musica del Mediterraneo, del centro e sud-America e certamente nella musica d’autore italiana.

ChiaraBlue (al secolo Chiara Mariantoni), reatina nata a Losanna e che vive e lavora a Milano, ha alle spalle un lungo periodo di ricerca vocale e di scrittura, con un diploma in Storytelling preso alla Scuola Holden di Torino. Nel 2019 è stata finalista del “Premio Bianca d’Aponte” - concorso riservato alla canzone d’autrice, dove si aggiudica la produzione artistica di un brano curata da Ferruccio Spinetti e una collaborazione artistica con Mariella Nava e l’etichetta Suoni dall’Italia - e nel 2020 è tra i finalisti del Premio Bindi.

L’ensemble che affianca la cantautrice, proveniente principalmente dalla musica etnica e dal jazz, crea un mix evocativo di mondi lontani: le percussioni flamenco di Francesco Perrotta, il contrabbasso di Francesco Carcano, la chitarra mediterranea di Matteo Iarlori e il violino gitano di Andrea Aloisi. A questo organico si aggiungono ospiti di eccezione come Daniele Moretto (tromba) e Marco Scipione (sax) in “Cecilia”, “Indifesi”, “E intanto piove”, “Il male condiviso”, “Notte preferita”, Angelo Pusceddu alle percussioni di “Dinosauri”, Livio Gianola (chitarra flamenca) e il Khora Quartet (archi) in “Due agosto” e Fabrizio Bosso (tromba) in un eccezionale duetto in “Solo un se”.

L’album si apre con "Alla fine non c’è”, una ballata messicana in cui un refrain di chitarra e violini introduce un canto e una melodia che trasportano l’ascoltatore in una nuova dimensione, accompagnandolo nel mondo di ChiaraBlue. Segue la title track, “Indifesi”, graffiante sin dalle prime battute; si sviluppa in un ritornello liberatorio con colori di violini e trombe muted anni ’30, per esprimere la necessità di aprirsi all’amore. “Senza nessuna paura affonda le mani e spostami il cuore”, canta Chiara prima di entrare negli ultimi ritornelli, che precedono il solo gitano di Andrea Aloisi. E’ la volta di “Cecilia”, un ambiente latin-jazz per una storia che attinge dalla tradizione popolare italiana; pare abbia ispirato la Tosca e, secondo lo storico Alessandro D’Ancona, trae origine da un fatto avvenuto in Piemonte nella prima metà del Cinquecento. Il brano cresce in un dialogo fra i personaggi che trova spazio e verità nelle sonorità del dialetto reatino.

“DueAgostoMillenovecentottanta” è la traccia numero 4, pluripremiata al Premio Bianca D’Aponte 2019, una ballata struggente dedicata all’amore strappato via senza preavviso e ragione, saltato in aria quel 2 agosto nel 1980 a Bologna. La chitarra flamenca di Livio Gianola e la sezione d’archi del Khora Quartet descrivono potentemente il sentimento del brano, mentre un’onda percussiva rievoca gli “ottantacinque battiti da soli, fermati tutti in quest’istante qua”. Subito dopo l’atmosfera cambia con “Amore tossico”, una composizione energica di forte ispirazione andalusa, in cui il pathos del sound è affidato completamente all’ensemble di percussioni, chitarra, contrabbasso e violino, che danno luce ai movimenti enfatici della voce, culminanti in un finale prorompente.

Segue “E intanto piove”, che grazie al sound mediterraneo, all’atmosfera soffusa e malinconica, alle parole dirette e profonde diventa uno dei brani che meglio sintetizzano l’intero progetto progetto musicale. La particolare struttura compositiva che esce dagli schemi classici della canzone gli dona un’identità ben riconoscibile, incorniciata da un riff che alla fine si trasforma in un emozionante dialogo tra la chitarra di Matteo Iarlori, la voce di ChiaraBlue e la tromba di Daniele Moretto. Una sterzata arriva da “Il male condiviso”, un pezzo sarcastico sulle improvvise amnesie che lascia la fine di un amore, con una atmosfera a metà tra ska e canzone d’autore guidata dalla sezione dei fiati e da un clavinet reggaeggiante.

E’ la volta di “Notte preferita”, firmata insieme a Iarlori, una rumba spagnolo-cubana, aperta da una splendida frase di contrabbasso di Francesco Carcano; la sensazione malinconica della notte stellata si libera in un ritornello accattivante e coinvolgente, che esplode nella sezione di fiati di ispirazione salsa, mentre fa la sua comparsa un pianoforte vintage a cura di El Rubio. La penultima traccia è “Solo un se”, una ballad-bossa con un'armonia profonda e un magnifico arrangiamento slow time, elegante nella scrittura e nell’esecuzione.

A caratterizzarla sono anche una melodia senza tempo e il dialogo emozionante e travolgente della voce con la tromba di Fabrizio Bosso, che regala alla composizione un solo incredibilmente ispirato. Le atmosfere messicane di “Dinosauri” chiudono il cerchio dell’album: sin dall’apertura i passi dei dinosauri simulati dal contrabbasso accompagnano con una continua cadenza il mood del brano, corredato dalle percussioni e le tavole di Angelo Pusceddu, uno dei migliori percussionisti italiani.

Una particolare attenzione è stata rivolta anche all’aspetto grafico del progetto, a partire dall’immagine della copertina ideata da Cori Amenta e firmata da Karel Losenicky. Ispirata alla serie di ritratti di Robert Mapplethorpe, racconta una donna spogliata delle sue difese che si mostra offrendo la sua voce e il suo cuore, lasciando scoperto il collo e il petto custode dei sentimenti. Protesa in avanti solleva la testa fiera, sensuale e risoluta. Intera.

 




 

 

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