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Verso Greccio 2023

 

© La statua di San Francesco a Greccio
© La statua di San Francesco a Greccio

 
 
virgolette

Allo studio gli eventi per gli ottocento anni della Regola dei frati minori e del primo presepe

     

di David Fabrizi - Chiesa di Rieti
giovedì 22 aprile 2021 - 09:50


Si è riunito in videoconferenza il Comitato Greccio 2023, nato nell’agosto 2020 grazie a una Carta d’intenti sottoscritta dalla Chiesa di Rieti e dalla Provincia di San Bonaventura dei Frati Minori con i Comuni di Rieti e Greccio, per la progettazione degli eventi in vista degli ottocento anni della Regola dei frati minori e del primo presepe. Due importanti anniversari che mettono al centro i santuari di Fonte Colombo e Greccio e con essi l’intero territorio. L’incontro ha visto impegnati tra gli altri il vescovo di Rieti, mons Domenico Pompili, il vicesindaco del Comune di Rieti, Daniele Sinibaldi, il sindaco di Greccio, Emiliano Fabi, e il ministro della Provincia San Bonaventura dei Frati Minori, padre Massimo Fusarelli.

È stato quest’ultimo a riportare il buon esito di un altro incontro, nato su sua iniziativa, che vede allargare il discorso alla Toscana e all’Umbria, con l’attenzione rispettivamente posta su La Verna e Assisi. L’intento condiviso è quello di fare degli anniversari della Regola bollata e del Natale di Greccio il momento iniziale di un unico giubileo, incardinato sugli ottocento anni degli ultimi significativi episodi della vita di Francesco. Sono dunque compresi il sigillo delle stimmate (La Verna 1224) e la morte del santo (Assisi 1226). In quest’ottica sono stati contattati i ministri dei Frati Minori padre Livio Crisci, della Provincia Toscana e padre Francesco Piloni, di quella di Umbria e Sardegna, insieme al vescovo di Arezzo, mons Riccardo Fontana e di Assisi, mons Domenico Sorrentino. Coinvolte in questa cabina di regia anche la famiglia francescana dei Conventuali, attraverso il custode del Sacro Convento di Assisi, Marco Moroni, e quella dei Cappuccini, con l’invito rivolto a padre Matteo Siro, provinciale di Umbria, Lazio e Abruzzo.

Si sta lavorando sull’intuizione di annodare il filo dei diversi anniversari sulla domanda Cur Deus Homo (Perché Dio si è fatto uomo), riconoscendo nel mistero dell’incarnazione di Dio l’annuncio della novità e dell’originalità cristiana. Sarà dunque l’esperienza del Natale di Greccio a offrire la prospettiva unificante di tutti i centenari fino al 2026. Uno spunto innanzitutto spirituale, ma che ha stratificati intrecci anche con i mondi delle arti e della cultura, sui quali il Comitato Greccio 2023, a partire dall’esperienza della Valle del Primo Presepe, sta già ragionando. Così come si lavora a una prospettiva internazionale per gli eventi, avendo sia i frati minori che l’Amministrazione comunale di Greccio già avviato contatti con Betlemme, anche per valorizzare il ventennale del gemellaggio con il comune reatino.

Da parte sua, il vescovo Domenico ha riportato di un incontro avuto lunedì 19 aprile con il ministro della Cultura, Dario Franceschini, per presentare la progettazione fin qui svolta e sollecitare il massimo coinvolgimento del Comitato Greccio 2023 nelle celebrazioni nazionali per il primo presepe. Il ministro è infatti chiamato alla costituzione di un Comitato nazionale per la gestione delle risorse stanziate allo scopo con la manovra finanziaria del 2021. Un dialogo sui finanziamenti dei diversi interventi che il Comitato Greccio 2023 sta portando avanti anche con la Regione Lazio.

L’ultimo punto all’ordine del giorno della riunione ha riguardato una riflessione su come modulare la presentazione delle diverse iniziative tenendo conto delle condizioni create dall’evolversi della pandemia. Una questione essenziale rispetto a un progetto che vede momenti di spiritualità affiancati da eventi dal vivo, mostre e appuntamenti culturali in grado di richiamare sui territori coinvolti un importante movimento di persone. Presenze a fronte delle quali è prevista anche la realizzazione di alcune opere infrastrutturali.

 

 

 


 

 

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