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Consorzio industriale unico regionale: Rieti non stia a guardare

 

Pietro Santarelli
Pietro Santarelli

 
 
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Il Segretario Ugl Santarelli: «Il nostro territorio ancora una volta vessato dalla logica dei numeri»

     

dalla Redazione
venerdì 9 aprile 2021 - 12:18


«Non staremo a guardare che ancora una volta, a seguito di un accorpamento, il territorio di Rieti sconti per le sue caratteristiche che al contrario la dovrebbero tutelare». È il commento del segretario dell'Ugl-Utl Rieti Pietro Santarelli a margine di un incontro che nella giornata di oggi le organizzazioni sindacali hanno avuto con il presidente della Provincia Mariano Calisse in merito al costituendo Consorzio industriale unico regionale che nascerebbe dalla fusione di tutti i consorzi della Regione Lazio.

«Siamo alle solite - interviene il Segretario Santarelli - ogni qualvolta a Rieti si presenta lo spettro di una fusione il territorio ne esce penalizzato. Il progetto, infatti, seppur ha preso il via con l'obiettivo di riorganizzare e rafforzare il tessuto industriale regionale, finirà, se si proseguirà con questa logica, per annullare il peso e il potere decisionale del nostro territorio che, ancora una volta, si vedrà relegato al ruolo di mero spettatore. Le diverse realtà economiche rappresentate assumeranno un peso in base a valori numerici che non tengono conto delle peculiarità sociali e culturali come anche della storia dei territori che, come nel nostro caso, ci pone in una condizione di forte svantaggio rispetto alle altre realtà. Tutto questo si tradurrà in una quasi totale mancanza di peso decisionale. Così sarà per tutti i territori più piccoli che avranno un'esigua quota di rappresentanza e nel caso specifico per Rieti che entrerà con il proprio capitale, assorbirà i debiti degli altri e non avrà alcun potere decisionale».

«E non sarà certo neanche che Rieti avrà un proprio rappresentante in consiglio di amministrazione - prosegue Santarelli - se infatti è vero che la legge n°7 del 2018 assegnava un posto garantito, oggi si sta per approvare un progetto in cui questo diritto diventa una raccomandazione. E non potremo neanche sperare che le commissioni di cui entreremo a far parte offrano l'occasione di far sentire la nostra voce, perché le stesse avranno solo potere consuntivo e non vincolante».

«Infine, costatiamo inoltre, all’art. 9 punto 3 dello statuto che 'al presidente è attribuita un'indennità corrispondente al 70 per cento del trattamento economico spettante al presidente della Regione'. Tutto ciò analizzato non può vederci d'accordo con questo che altro non è se non l’ennesimo progetto, condivisibile negli intenti, ma che, se non rivisto, farà della nostra provincia una colonia di interessi per nulla vicini alla nostra realtà economica. Ci auguriamo che le forze politiche e le istituzioni locali non stiano a guardare e si mobilitano contro questo nuovo sopruso per il nostro territorio e si attivino per bloccare questo progetto lavorando per ottenere per Rieti una percentuale maggiore nel capitale almeno al 20% e autonomia di gestione dello stesso per le commissioni».  

 

 


 

 

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