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Falso povero: guida una Mercedes di lusso e percepisce il reddito di cittadinanza, denunciato

 


 
 
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I Carabinieri di Fiamignano scoprono la truffa di un settantenne romano

     

dalla Redazione
mercoledì 17 marzo 2021 - 08:32


In paese nessuno lo conosce e nessuno lo ha mai sentito nominare, ma ha la residenza a Fiamignano, in una casa presa in comodato d’uso, e percepisce il reddito di cittadinanza. La presenza nei registri dell’anagrafe dello sconosciuto cittadino non convince i Carabinieri della Stazione di Fiamignano, che vogliono vederci chiaro.

Così è nata un’indagine condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cittaducale, che, unitamente alla locale Stazione, in poco tempo, ha accertato l’avvenuta truffa. L’uomo, un settantenne romano, residente in un’abitazione disabitata nel piccolo centro del Cicolano, seppur sposato, ha dichiarato uno stato di famiglia da singolo componente e un totale stato di povertà, facendosi attribuire dall’INPS 600 euro al mese.

La verità accertata dai Carabinieri, però, è un'altra: il romano è tutt’altro che indigente, è un distinto uomo che abita da anni in un bell’appartamento della Capitale, è sposato e convive con una donna amministratrice di un avviato esercizio commerciale che opera nel campo dell’abbigliamento, e guida una Mercedes da circa 40.000 euro.

Gli accertamenti dei Carabinieri sono stati così approfonditi da scoprire come la moglie del falso povero, proprietaria da poco anche di un altro costoso immobile in una provincia vicina, facesse regolare uso proprio di quella carta ove al marito viene regolarmente accreditato il beneficio statale.

A completare il quadro indiziario, per gli investigatori, però, sono state due belle donazioni fatte dalla figlia al “povero” padre, per un valore totale di quasi 300.000 euro. L’uomo, che, sino alla scoperta dei Carabinieri, aveva già intascato quasi 4000 euro, è stato deferito all’Autorità Giudiziaria e dovrà ora rispondere del reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

 

 


 

 

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