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Rapina in villa a Fiano Romano, preso in Belgio ultimo della banda

 


 
 
virgolette

Ruolo chiave ha avuto una donna residente e sempre rimasta a Fiano Romano

     

dalla Redazione
venerdì 5 febbraio 2021 - 08:41


È stato catturato in Belgio ed è stato estradato in Italia l'ultimo componente della banda di albanesi che il 4 maggio del 2019 ha messo a segno una violenta rapina in villa a Fiano Romano ai danni di due coniugi. Si tratta di un uomo di 30 anni, fermato in Belgio grazie al Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia del ministero dell'Interno.

Giunto ieri pomeriggio all'aeroporto di Fiumicino è stato in seguito affidato ai carabinieri della stazione di Fiano Romano e trasferito, su ordine del Tribunale di Rieti, in carcere. Il trentenne è ritenuto il quarto membro della banda che riuscì ad entrare nella villa di via San Lorenzo, zona residenziale di Fiano Romano, grazie alla complicità di una connazionale che aveva prestato servizio all'interno dell'abitazione.

Con il 30enne "prelevato" in Belgio sono così finiti tutti in manette i componenti della banda che quasi 2 anni fa mise a segno quella rapina: tre banditi fecero irruzione in casa, con i volti travisati e armati di una pistola, un'ascia e un cacciavite, e minacciando i due inquilini dell'abitazione riuscirono ad asportare la cassaforte e portare via l'ingente bottino, 60mila euro circa, a bordo di un'auto risultata poi rubata e guidata dal quarto componente della banda.

Ne scaturì un rocambolesco inseguimento lungo l'Autostrada del Sole, proseguito all'altezza del casello di Colleferro e nelle campagne dei Castelli Romani, dove i malviventi riuscirono a far perdere le loro tracce. Pochi mesi dopo tre di loro furono rintracciati e arrestati proprio in Albania; il quarto membro della banda, invece, si era rifugiato in Belgio, prima di essere stanato nelle scorse ore.

Nel corso della lunga e articolata indagine condotta dai magistrati della procura di Rieti, ruolo chiave ha avuto una donna, anch'essa di origine albanese, residente e sempre rimasta a Fiano Romano. Lavorando come domestica nell'abitazione presa di mira, è stata lei, secondo quanto accertato dagli investigatori, ad aver fornito ai connazionali tutti gli elementi per mettere a segno il colpo. E anche per lei, nei mesi scorsi, si sono aperte le porte del carcere.

 

 


 

 

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