Mep Radio

Quotidiano d'informazione

Untitled
   Cerca una notizia

Al teatro di Castelnuovo di Farfa si parla del territorio

Sabato 2 ottobre un doppio evento

29/09/2021 11:34 

 

‘Questione di un attimo’: giovedì 5 agosto ai Pozzi la presentazione del libro

Emiliano Chiari

Seconda opera dello scrittore reatino

03/08/2021 20:22 

 

Nuova veste per «Libri ad alta quota - Festival della Letteratura della Città di Leonessa»

La fontana Farnesiana a Leonessa

Dal 24 Luglio al 29 Agosto 2021 al via la quinta edizione

17/07/2021 08:13 

 
 

 
   

 

 

Kobe, il libro

 


 
 
virgolette

Testimonianze, racconti inediti, analisi tattiche e psicologiche per entrare nel mondo dell’ultimo grande fuoriclasse del basket NBA

     

dalla Redazione
martedì 26 gennaio 2021 - 09:50


Edito dalla casa editrice Gremese – L’Airone, esce il libro: «Kobe» di Matteo Recanatesi e Marco Terrenato, in occasione del secondo anniversario della morte di Kobe Bryant che ricorre oggi 26 gennaio.

L’infanzia dietro papà Joseph, i primi passi in Italia, l’esplosione nell’NBA. In tutta la sua immensa carriera, Kobe non è mai stato un giocatore facile da allenare. Già all’età di 15-16 anni aveva deciso di voler diventare il più forte di tutti i tempi, e pensava di sapere già come raggiungere il suo obiettivo. Ma se non si fosse comportato così, con tanta ossessiva determinazione, Kobe forse non avrebbe compiuto e realizzato tutte le imprese che conosciamo, compresa una gara d’addio da One Man Show, con 50 tiri dal campo e 60 punti a referto. L’ultimo dei suoi tanti record. 
 
Dal testo 

“Dal finestrino dell’aereo che lo stava portando dall’altra parte dell’Atlantico, Kobe osservava pensieroso le nuvole ovattate. Si domandava quale paesaggio avrebbe avvistato qualche ora più tardi. L’Europa era alquanto misteriosa nel suo personale mappamondo. 
Dell’Italia poi sapeva poco o niente. Sharia e Shaya, fresche di studi, parlavano di una grande civiltà che duemila anni fa era la più evoluta del mondo e che aveva lasciato tante tracce della sua magnificenza. “Vivremo tra i monumenti degli antichi Romani, Kobe”, spiegava eccitata la sorella maggiore, che qualche mese prima aveva scritto una tesina su Giulio Cesare e che aveva già sviluppato un senso artistico fuori dal comune. “In Italia la gente è socievole, avrai tanti amici”, lo rassicurava mamma Pamela. Ma era soprattutto la promessa di papà Joe a far stare tranquillo il piccolo Kobe: “Ti iscriverò al minibasket: dopo la scuola, verrai con me al campo”. Dopo otto stagioni nella National Basketball Association, Joe Bryant aveva deciso di accettare la corte di una squadra italiana di A2, la AMG Sebastiani Rieti. Era stato il team manager Attilio Pasquetti a contattare Bryant e a condurre la trattativa, facendo leva sull’aspetto economico ma anche sul fascino della piccola città di provincia, avvolta dagli Appennini e a un’ora scarsa da Roma, la città eterna. Pasquetti si preoccupò anche di far sapere all’americano che nella sua avventura reatina avrebbe trovato un altro giocatore prelevato dall’NBA: Dan Gay, centro di 2 metri e 07 cresciuto in Louisiana. Joe ne fu felice, anche se non conosceva personalmente Gay, Sapeva che la presenza in squadra di un suo connazionale avrebbe facilitato l’inserimento di entrambi in quella nuova realtà. 

Come molti giocatori, Joe Bryant era abituato ai trasferimenti. Dopo l’Università a La Salle, il papà di Kobe era stato scelto nel 1975 dai Golden State Warriors e girato ai Philadelphia 76ers. Con i Sixers aveva giocato per quattro stagioni e nel 1980 era stato ceduto ai San Diego 
Clippers. Nell’82 e nell’83, infine, aveva militato nelle file degli Houston Rockets. Poi quella chiamata dall’Italia, la gioia condivisa con Pamela e con i ragazzi, l’adrenalina del rilancio”. 
 
Matteo Recanatesi  

Giornalista e autore, nato con la penna. È redattore e conduttore di vari programmi a Unire Tv e su SKY, con trascorsi a RaiDue, «La Repubblica», «Oggi», «Il Tempo». Lo sport è il suo territorio professionale più battuto, le biografie la sua grande passione. Crede che i miti del pallone (e della palla a spicchi) debbano sempre essere raccontati nel loro insieme, non solo per le imprese sportive. Perché in qualche modo sono uomini eccezionali.  
 
Marco Terrenato  

Giornalista sportivo per vocazione, redattore e conduttore a Unire Tv. Un lungo passato da inviato a Sportitalia, dove ha conosciuto il mondo della pallacanestro e soprattutto del basket NBA grazie ai preziosi racconti di Dan Peterson. Con il mitico coach ha condiviso numerose trasferte seguendo l’EuroLeague. Per Gremese ha supervisionato l’edizione italiana del libro #Trashtalk: provocazioni, follie, record e curiosità del basket americano. 
 
Gremese editore - Via V. Agnelli, 88 - 00151 Roma - tel. 06 65740507 ufficiostampa@gremese.co

 

 



Per saperne di più:
http://www.libreriagremese.com/


 

 

invia l'articolo

Condividi l'articolo su

Share on Whatsapp
           
           

 


   
 




:::::: Disclaimer & Privacy Policy   © 2007-2021  - www.ilgiornaledirieti.it .it - Tutti i diritti riservati ::::::
Non è consentito il riutilizzo in altre opere multimediali del materiale pubblicato salvo esplicita autorizzazione degli autori