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Santina Eleuteri

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L'orchestra 'Insieme per gli altri'

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L'opera di Kofi Annan nel dipinto ĢIl debito esteroģ di Guadagnolo

 

Francesco Guadagnolo e ĢIl debito esteroģ
Francesco Guadagnolo e ĢIl debito esteroģ

 
 
virgolette

Il quadro conservato nella sede dell’ECOSOC del Palazzo di vetro di New York

     

dalla Redazione
giovedė 23 agosto 2018 - 12:15


Dall’Italia sono stati inviati tanti messaggi per ricordare Kofi Annan. Tra coloro che hanno espresso cordoglio per l'ex Segretario generale dell'Onu, c'è anche Francesco Guadagnuolo: «Sono addolorato per la morte dell’ex Segretario Kofi Annan – ha detto l’artista - perché se n’è andato uno dei diplomatici più rilevanti della scena mondiale, da sempre si è battuto per la comunicazione tra i popoli».

Uomo di pace, a Oslo è stato insignito del Nobel per la Pace “in favore di un mondo meglio organizzato e più pacifico”, ritirando il premio, Annan così dichiarava: «Ho provato a mettere l'essere umano al centro di tutto ciò che intraprendiamo: dalla prevenzione dei conflitti allo sviluppo e ai diritti dell'uomo» lasciando una traccia profonda nella storia dell'umanità.

Ha fatto parte del gruppo The Elders fondato da Nelson Mandela, ha realizzato una fondazione a suo nome per lo sviluppo e la pace e la promozione dei diritti umani. Nel Ghana, suo Paese, è stata indetta una settimana di lutto nazionale per onorarlo. Francesco Guadagnuolo ricorda Kofi Annan con la sua opera “Il Debito Estero” esposta alle Nazioni Unite.

Il 15 aprile 1999 partiva da Roma per New York la Delegazione dei Parlamentari per il Giubileo presieduta dalla Senatrice Ombretta Fumagalli Carulli, di cui faceva parte l’artista Francesco Guadagnuolo, con lo scopo di incontrare le delegazioni accreditate presso l’ONU e di presentare il progetto sul debito estero, la libertà religiosa e la dignità della persona e consegnare l’opera di Guadagnuolo “Il Debito Estero” – verso una nuova solidarietà, al Segretario Generale delle Nazioni Unite Kofi Annan.

L’opera è esposta permanentemente nella prestigiosa Sede dell’ECOSOC del Palazzo di Vetro di New York, dedicata per lo sviluppo dell’economia e l’avanzamento dei Paesi bisognosi. Così l’arte italiana è presente, in uno dei luoghi di maggior prestigio al mondo, la sede dell’ONU, con Francesco Guadagnuolo, come già era avvenuto in precedenza con la scultura “Inno alla Vita” di Giacomo Manzù e con la scultura “Sfera con sfera” di Arnaldo Pomodoro, installata all’esterno dello stesso Palazzo.

Nel suo discorso la Senatrice Fumagalli, trattando le problematiche, sul debito estero dei Paesi poveri, ha dichiarato: «…Sullo specifico tema del debito estero la sensibilità artistica del Maestro Guadagnuolo ha realizzato un’opera che qui all’ONU vogliamo consegnare all’ambasciatore Francesco Paolo Fulci, mentre abbiamo destinato centottantacinque esemplari (serigrafici) ai rappresentanti delle delegazioni presenti al Palazzo di Vetro».

L’opera è stata consegnata, per il Segretario Generale dell’ONU Kofi Annan, al Presidente dell’ECOSOC, l’Ambasciatore Francesco Paolo Fulci, il quale ha spiegato: «Il quadro di Guadagnuolo è un simbolo della vocazione dell’Italia alla cooperazione verso il Terzo Mondo. Ma è anche l’occasione per lasciare una traccia del nostro contributo alla lotta per lo sviluppo e per i diritti umani anche quando l’Italia non avrà più la Presidenza dell’ECOSOC».

Illustrando la sua opera, l’artista ha detto: «Ho voluto rappresentare, sotto metafora, come il mondo opulento e ricco dovrebbe comportarsi nei confronti della parte del pianeta ancora sotto la morsa della fame e del sottosviluppo. Ne è uscita un’opera carica di suggestione, dove i due emisferi a confronto sono uniti da due mani che si protendono ad offrire il pane, per significare che il mondo dovrebbe unirsi in un impeto di giustizia e di solidarietà per assicurare a tutti gli uomini della terra, una vita dignitosa, degna di essere vissuta».








 

 

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