Mep Radio

Quotidiano d'informazione

Untitled
   Cerca una notizia
tutte le notizie di: oggi | ieri | l'altro ieri | di una data specifica
 

Premio Giallo al Centro 2020, il vincitore

Andrea Donaera

Il podio per Andrea Donaera con il suo primo romanzo 'Io sono la bestia'

11/10/2020 21:07 

 

Arriva a Cittaducale «Private. Venti storie di giornaliste nel tempo sospeso»

©

Il ricavato della vendita sarà devoluto all'associazione «Telefono Rosa»

26/09/2020 12:48 

 

A Rieti la presentazione del libro della giornalista Valentina Bisti

Valentina Bisti

Il tema: «Tutti i colori dell’Italia che vale»

16/09/2020 11:07 

 
 

 
   

 

 

L’animismo nelle querce

 


 
 
virgolette

Alle stampe il libro ‘Le querce di Casacalenda’ di Umberto Acca

     

di Lino Di Stefano
domenica 7 agosto 2016 - 19:15


Senza scomodare il filosofi greci che sono stati i primi ad intuirlo, in maniera consapevole, e vale a dire che l’animismo, nelle sue varie forme, costituisce la legge fondamentale della natura, nel senso che tutte le cose vivono e sentono, tale constatazione è così evidente - considerati, altresì, i mezzi tecnologici di cui l’uomo oggi dispone – da non spendervi ulteriori parole.

Fermo restando, ovviamente, che i fenomeni sono animati, è il caso di sottolinearlo, da tale motivo fondamentale della vita, un appassionato di cultura – e già autore di altri nove volumi su argomenti di varia attualità – che si chiama Umberto Acca, ha di recente, dato alle stampe un libro, ‘Le querce di Casacalenda’ ( C.S.G. Campobasso, luglio 2016), molto interessante nelle premesse e nelle conclusioni. Esso, già dal titolo lascia presagire i futuri sviluppi di una tesi secondo la quale tutto il reale – in particolare gli alberi e, nella fattispecie, le querce - è dotato non soltanto di princìpi attivi, ma è anche in grado di accogliere l’anima delle persone scomparse; le querce, appunto, dall’Autore giustamente definite “alberi maestosi, affascinanti, di lunga vita, rigogliosi, molto prolifici”.

Non a caso, ancora oggi, per definire il sano fisico di un uomo diciamo, giustamente, che egli possiede la stessa saldezza di una quercia, evidentemente perché, come ha poc’anzi sottolineato pure l’Autore, essa è, a ragione, da una parte, il simbolo di persona forte e robusta, anche spiritualmente e, dall’altra, la materia impiegata per tanti lavori, segnatamente navali, perché il suo legno è duro e pesante.

Ciò premesso, per raggiungere lo scopo prefisso Umberto Acca si è trasferito in un bosco trascorrendo, son sue parole, “alcuni giorni e alcune notti accampato all’interno, muovendomi solitario lungo i sentieri pedonali di giorno e ascoltando attentamente gli alberi seduto ai bordi della tenda di notte” onde poter, spesso sotto l’ondeggiare delle foglie, ascoltare la ‘voce’ degli alberi.

Operazione, evidentemente, riuscita visto che essi gli hanno parlato singolarmente, senza scontrarsi gli uni con gli altri, ad iniziare, storicamente – così esplica l’Autore – dal V secolo d. C. fino, più o meno alla fine della dinastia degli Azzo-Este (XIX secolo); la prima parte della ricerca è, giustamente, dedicata alle proprietà di questa pianta dalla quale, scrive l’Autore, «per millenni, l’uomo ha ricavato il suo cibo più nutriente: la farina di ghiande».

Dopo aver illustrato alcune proprietà della quercia il cui legno è solido, compatto e di lunghissima durata, l’Autore circoscrive, per un momento, la sua indagine a quel territorio di Casacalenda, paese in provincia di Campobasso, chiamato Bosco Casale e ammontante a circa 300 ettari dove, durante la seconda guerra punica, si accampò Annibale distruggendo l’insediamento di Gerione, quantunque, ancora oggi, notevoli resti, attestino l’importanza della località e dell’evento bellico.

Assodato che molte anime si sono, appunto, incarnate nelle querce della zona in oggetto, l’Autore menziona – e sono tantissime – le anime con le quali, dopo opportuna richiesta, ha dialogato facendosi raccontare le loro peripezie, ad iniziare dal legionario romano Aurelio Polione intorno alle cui vicende egli ha ricostruito non solo la complessa, ma efficiente struttura dell’esercito romano, ma anche i particolari della morte del soldato visto che scomparve in combattimento in agro di Kalena (nome latino di Casacalenda) impersonandosi in una quercia.

L’Autore aggiunge pure che Aurelio Polione – dopo il taglio della quercia in cui si era immedesimato – “ha dovuto cercarsi un’altra dimora per poter continuare la sua vita in terra” individuandola in una giovane quercia lungo la S.S. 87 nel tratto tra il km. 182 e il km. 184 dove si trovano tanti giovani alberi.

Naturalmente, egli ha incontrato altre innumerevoli anime incarnate in tali piante ricorrendo, sovente, a tante digressioni – come, ad esempio, la felicità, la moda femminile e maschile lungo i secoli, nelle sue diverse fogge, l’amore, il matrimonio, il divorzio, etc. – e ad altre considerazioni sulla vita, sulla morte e sui personaggi storici – in particolare la famiglia d’Este – che ne sono stati, nel bene e nel male, interpreti sventurati od autorevoli.

Alla fine del suo ampio lavoro, Umberto Acca si accomiata dal lettore asserendo di essersi recato, più volte, durante la stesura dell’ampia ricerca, “a trovare tutte queste ‘anime’ residenti nelle Querce” riverendole, salutandole e ringraziandole della loro disponibilità non senza la promessa di tornarvi con la speranza di rinvenirle sempre nei medesimi alberi.

L’Autore chiude l’interessante volume con alcune osservazioni sul futuro dello spirito dopo la morte, ma col presente dubbio: se l’anima “risiedesse in un corpo allora potremmo pensare alla ‘reincarnazione’, di cui si parla da molto tempo, ma risiedere nelle Querce?”. ‘Mistero’, egli aggiunge.

Che dire, in definitiva, del libro di Umberto Acca? Che esso è concepito bene e scritto bene sebbene pecchi solo per alcune ridondanze storiche. Indovinate nel volume, la riproduzione di tante immagini a colori sia dei territori in cui vivono le querce, sia dei singoli alberi còlti nel loro rigoglio naturale.








 

 

invia l'articolo

Condividi l'articolo su


   
 




:::::: Disclaimer & Privacy Policy   © 2007-2020  - www.ilgiornaledirieti.it .it - Tutti i diritti riservati ::::::
Non è consentito il riutilizzo in altre opere multimediali del materiale pubblicato salvo esplicita autorizzazione degli autori