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Quel Bergoglio, questo Francesco. La biografia del Papa gesuita

 

Il libro
Il libro

 
 
virgolette

È stata finalmente tradotta in italiano la biografia di Papa Francesco che parte dalla storia della sua famiglia, emigrata dall’Italia all’Argentina, fino alla sua elezione a Pontefice

     

dalla Redazione
martedì 11 agosto 2015 - 08:48


Lo scorso luglio è uscito il libro «Quel Bergoglio, questo Francesco – La biografia in cui parla in prima persona il papa gesuita» (stampato da CreateSpace), versione italiana della biografia di Papa Francesco dal titolo “Aquel Francisco” (Editorial Raíz de Dos, 2014) scritta dai giornalisti argentini Javier Cámara e Sebastián Pfaffen e arricchita da ricordi e commenti rilasciati dallo stesso Papa Francesco, curata nell’edizione italiana da don Luis Escalante e tradotta in Italiano da Antonio De Luca, con la collaborazione di Elisa Sartarelli come revisore di stile. Il libro può essere acquistato on line nel sito di Amazon in versione cartacea e in e-book. 


Questa biografia, che vede la diretta collaborazione del Papa, contiene molti suoi interventi, ricordi, commenti. Questo libro permette di conoscere un Papa Francesco umile, sempre pronto ad aiutare gli altri, e che sempre si è occupato dei poveri e dei malati in prima persona. Si parla delle origini di Papa Bergoglio, di un giovane alle prese con la sua vocazione, del rapporto con la famiglia e con la madre, che credeva avrebbe fatto il medico. Poi la scelta: diventare gesuita. Con il sogno di andare come missionario in Giappone.

In particolare, si fa riferimento agli anni trascorsi da Papa Francesco a Córdoba, in Argentina, prima da novizio e poi da sacerdote. Anni decisivi. Dal 1958 al 1960 si trovava in questa città come novizio gesuita. In seguito, dal 1990 al 1992, Bergoglio fu inviato come confessore alla Residencia della Compagnia di Gesù, trascorrendo due anni che lo segnarono profondamente. Dopo essere stato provinciale della Compagnia di Gesù in Argentina (la massima autorità della Provincia gesuitica argentina), il periodo alla Residencia fu un momento in cui rimase quasi isolato da tutto il resto. Poi l’elezione a vescovo, la risalita, la partecipazione all’elezione di Benedetto XVI e, infine, la sorpresa: quel Bergoglio diventa questo Papa Francesco.

«Pronto?»
«Pronto? Sì, chi parla?»
«Jorge Bergoglio»
«Come?»
«Jorge Bergoglio»
«Veramente? Il Santo Padre?»
«Sì! Vuoi che te lo dica in Cordovese?»


Lunedì 3 febbraio 2014, prima di mezzogiorno, Jorge Bergoglio, Papa Francesco, mi ha telefonato a casa. Otto mesi prima, nel giugno 2013, avevo iniziato a compiere ricerche sui giorni che l’attuale pontefice della Chiesa aveva passato a Córdoba, come novizio tra tra il 1958 e il 1960, e poi come sacerdote tra il 1990 e il 1992.

In poco tempo la storia che avevo tra le mani è diventata più grande di me e allora sono ricorso al collega e amico Sebastián Pfaffen, testimone diretto a Roma – come inviato speciale di Canal 12 di Córdoba – dello storico conclave che ha eletto il primo papa argentino e latinoamericano. La stessa persona che per alcuni anni aveva vissuto nella nostra città. Così, Sebastián è diventato coautore di questo libro (“Aquel Francisco”, Córdoba, Raíz de Dos, 2014, pagine 348) e abbiamo iniziato a scrivere la storia in prima persona plurale.

Non c’è mai stata un’intervista formale con il Papa ma ci ha chiarito vari dubbi e ci ha regalato alcuni commenti e ricordi importantissimi su quanto avevamo esaminato e condiviso insieme. La storia che lega Bergoglio a Córdoba, i giorni che l’attuale Papa Francesco ha trascorso in questa città in questa provincia, prima come novizio gesuita e poi come sacerdote dell’ordine ignaziano, sono fondamentali per capire i suoi gesti come pontefice e anche per comprendere la sua visione di Dio, della Chiesa, della vita, della storia, della politica e di se stesso.

Non si tratta di sminuire la configurazione vitale che gli hanno impresso la sua vita familiare di bambino e di adolescente, le sue esperienze pastorali, di docenza e di governo al di fuori di Córdoba. E ancora meno il suo evidente essere porteño. Ma si tratta di affermare che quei soggiorni continentali sono stati momenti cardine nella vita di colui che oggi è il sommo Pastore della Chiesa. In queste pagine cerchiamo di raccontare tutto ciò. E lui, il Papa, lo sa. E approva. Quando gli abbiamo chiesto che cosa avevano significato per la sua vita religiosa i suoi due lunghi soggiorni in questa città, i suoi anni di formazione, le sue visite di passaggio, le opere e le azioni che aveva compiuto qui come provinciale della Compagnia, ha risposto con convinzione: «I miei ani a Córdoba hanno determinato, in qualche modo, una solidità spirituale. Perché, prima quando ero novizio e poi quei due anni in cui sono stati lì come sacerdote, tra il 1990 e il 1992, che sono stati come una notte, con una certa oscurità interiore, mi hanno anche permesso di svolgere il mio lavoro apostolico e mi hanno aiutato a consolidarmi come pastore». (da “L’Osservatore Romano”)

Javier Cámara è un giornalista e dal 1993 scrive sul quotidiano La Voz del Interior della città di Córdoba, in Argentina. Nel 1996 ha fondato il giornale cattolico Encuentro. È presidente della “Asociación Civil Encuentro”. Nel 2000 ha coordinato la sala stampa del Congresso Eucaristico Nazionale con cui la Chiesa Argentina celebrò il Grande Giubileo. Ha seguito come inviato eventi internazionali quali il Giubileo del 2000 a Roma, presieduto da Giovanni Paolo II e la V conferenza del Celam ad Aparecida, in Brasile (2007), presieduta da Benedetto XVI, il cui documento conclusivo fu redatto sotto la supervisione dell’allora cardinale Jorge Bergoglio.

Sebastián Pfaffen è giornalista. Dal 1995 al 2000 è stato coordinatore e speaker di Canal 2 di Villa María, a Córdoba. Dal 2000 ad oggi ha lavorato come giornalista di cronaca a Canal 12 di Córdoba. È collaboratore del giornale Encuentro. Ha seguito proprio lui, per la televisione, il conclave del 2013 nel quale venne eletto Papa Francesco, come anche il primo viaggio apostolico del Pontefice per la Giornata Mondiale della Gioventù a Rio de Janeiro, in Brasile.

Nella versione italiana, questa biografia è stata curata da don Luis Fernando Escalante, argentino e parroco di Fara in Sabina (RI). Da lui sono state aggiunte diverse note in più rispetto all’originale, per spiegare meglio il contesto storico e alcuni riferimenti che sarebbero apparsi estranei al lettore italiano. A tradurre il lavoro di Javier Cámara e Sebastián Pfaffen è stato il dottore in legge Antonio De Luca. La dott.ssa Elisa Sartarelli, giornalista e collaboratrice della Radio Vaticana, e la prof.ssa Simona Placidi, hanno fatto da revisori di stile.

Quel Bergoglio, questo Francesco
La biografia in cui parla in prima persona il papa gesuita


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