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Carceri, UILPA: inaccettabile il baratto dei diritti della Polizia penitenziaria

 

© Il nuovo carcere di Rieti
© Il nuovo carcere di Rieti

 
 
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De Fazio: «Bisogna pensare all’architettura del Corpo di polizia penitenziaria e a tanti nuovi agenti!»

     

di G. D. F.
mercoledì 23 giugno 2021 - 13:00


«Parafrasando Jean Vanier e la stessa Guardasigilli, lo abbiamo detto anche alla ministra Cartabia: in quel mondo paradossale, in quel mondo sottosopra, dove per tutelare i diritti si debbono limitare i diritti, i primi diritti a essere compressi, negati e talvolta oltraggiati e calpestati, finiscono per essere quelli delle donne e degli uomini della Polizia penitenziaria, i quali si trovano a dover pretendere e imporre il rispetto della legge per conto di uno Stato che a sua volta non la rispetta, persino nei confronti dei suoi servitori. Cos’è, se non un’ulteriore limitazione dei diritti, la mancata autorizzazione dei permessi studio alla Polizia penitenziaria a cui si sta assistendo in diverse realtà territoriali?». È quanto dichiara Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria.

«In alcune sedi carcerarie, che vanno pericolosamente aumentando, a causa della cronica inadeguatezza degli organici della Polizia penitenziaria e la necessità di approntare la programmazione di pochi giorni di ferie annuali, si stanno negando ai lavoratori studenti i permessi studio, nell’ambito delle 150 ore contrattualmente previste. In una sorta di baratto fra diritti, per fruire dell’uno viene negato l’altro, ma sono evidentemente entrambi – prosegue - costituzionalmente tutelati».

«Tutto questo – continua il leader della UILPA Polizia Penitenziaria – è inaccettabile e non bastano i proclami e gli annunci. Serve un congruo piano di assunzioni straordinarie e accelerate, anche mediante l’efficientamento e la velocizzazione delle procedure e la revisione delle dotazioni organiche della Polizia penitenziaria, che non può consistere nella mera redistribuzione dell’esistente, la quale toglierebbe altre centinaia di poliziotti alle carceri, ma che al contrario deve dare senso e concretezza allo studio condotto dagli esperti nominati dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e che ha quantificato in 17mila le unità mancanti».

«Lo tengano ben presente il Sottosegretario Sisto, da cui attendiamo ancora la convocazione annunciata, la Ministra Cartabia e il Governo tutto, pure quando argomentano di architettura penitenziaria, nuovi padiglioni detentivi e nuove carceri. Prima o almeno parallelamente a ciò – avverte De Fazio – bisogna pensare all’architettura del Corpo di polizia penitenziaria e a tanti nuovi agenti!».  

        

 

 


 

 

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