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Rieti, Di Venanzio (Unindustria): materie prime rincarate e rischio ripresa

 

Alessandro Di Venanzio
Alessandro Di Venanzio

 
 
virgolette

Siamo in presenza di una forte ripresa industriale

     

dalla Redazione
martedì 22 giugno 2021 - 19:13


La ripresa c’è, ma sul futuro dell'economia pesa il prezzo delle materie prime, che mette a rischio la competitività delle imprese reatine. A lanciare l'allarme rosso è il numero uno di Unindustria Rieti, Alessandro Di Venanzio.

«È un dato di fatto - afferma Di Venanzio in una intervista al Messaggero - che siamo in presenza di una forte ripresa industriale. Si parla di cifre a due zeri, ma mentre nello stesso periodo del 2020 abbiamo vissuto il problema delle chiusure per il Covid, ora sembra aumentare la problematica dovuta alla mancanza di materie prime».

Aumenti che ricadono su tutti i settori economici e in una fase in cui ancora non si è usciti del tutto dalla pandemia. «Da dicembre si è iniziato a parlare di quello che oggi è diventato un vero problema - continua. - Le materie prime servono a tutti i comparti industriali e non solo. Stiamo riscontrando aumenti eccessivi e, come se non bastasse, siamo di fronte a una mancanza di materia prima frutto forse di un eccessivo consumo da parte di Paesi predominanti. Ne risente il settore industriale, ma anche quello edilizio. Infatti tutti i settori non possono oggi garantire preventivi elaborati a tempo e non hanno date certe per l'arrivo delle stesse materie prime».

E poi lancia un appello alle autorità competenti: «Suggeriamo di monitorare la problematica e di evitare, come accaduto in altri casi, vere e proprie speculazioni che potrebbero portare le nostre aziende fuori mercato». Di Venanzio lamenta anche le difficoltà nel reperire personale.

«Soffriamo il fatto di non avere personale specializzato - sottolinea e, come Unindustria, insistiamo sulla creazione di un Its che formi i giovani e li avvii all'ingresso nel mondo del lavoro formati e preparati. Questa carenza è in parte frutto di misure adottate dai governi precedenti che non hanno stimolato la voglia e la passione di cercare un lavoro, ma tendono a fare in modo che molti giovani si accontentino di quello che lo Stato gli garantisce, senza dover lavorare: speriamo si adottino misure diverse per favorire l'occupazione e l'utilizzo di tutti i senza lavoro». Diventa importante investire sulla formazione.

«Allo stesso tempo - conclude - si spera di portare avanti i vari e ripetuti discorsi molte volte affrontati con l’università, scuole e grandi aziende: investire sulla formazione dei giovani è la miglior cosa da fare per sostenete lo sviluppo dei nostri territori. Nel frattempo, nei giorni scorsi, la sua azienda, la Phoenix electronic system, ha contribuito in collaborazione con la Caritas al corso di magazziniere in favore dei rifugiati ospiti del progetto sistema accoglienza e integrazione».

 

 


 

 

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