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Paggi: «Sull’Università ci sono le condizioni per un cambio di passo»

 

© Ivano Paggi
© Ivano Paggi

 
 
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Il Segretario Cittadino del PSI: «Centrale il ruolo del nuovo Ospedale di Rieti»

     

dalla Redazione
giovedì 17 giugno 2021 - 19:47


«Abbiamo assistito, con un certo grado di stupore e amarezza, alle polemiche a mezzo stampa che si sono accavallate negli ultimi giorni sull’Università a Rieti. Premettendo il dispiacere per l’addio di una persona di indiscutibile valore come Roberto Lorenzetti, ci sentiamo di condannare l’immagine litigiosa e confusa del territorio che è emersa dal dibattito per come si è sviluppato. Non erano i giornali la sede per certi confronti e non erano quelli i toni per una fase complicata della vita dell’Università e del territorio». Così, in una nota, il Segretario Cittadino del PSI, Ivano Paggi.

«Abbiamo notato, però, che alla fine della vicenda tutti sembrano aver abbassato i toni e ci auguriamo che dalla riunione istituzionale in programma nelle prossime ore emerga, non il solito chiacchiericcio che rimanda a spiragli futuri ma un impegno concreti che il  territorio attende. Per quanto ci riguarda – prosegue Paggi - non è praticabile la strada di smantellare la versione attuale dell’offerta universitaria finché non si paleserà una reale e più efficace alternativa che noi, da sempre, abbiamo invocato e che, a maggior ragione, ribadiamo e rivendichiamo oggi, in questa fase storica in cui le condizioni per una ‘vera’ Università sembrano finalmente esserci. C’è bisogno che si crei una sede distaccata di altri Atenei, a cominciare dalla Sapienza, che potrebbe finalmente investire, grazie anche all’emendamento Melilli e a nuovi impegni della Regione Lazio, nei corsi relativi alle professioni sanitarie. Non dimentichiamo, infatti, che l’Italia nei prossimi anni, anche grazie al piano PNRR, sarà interessata da investimenti massicci sulla sanità e da una riforma complessiva del settore».

«E soprattutto – aggiunge -  dobbiamo ricordare tutti che Rieti sarà interessata nei prossimi anni da un investimento senza precedenti, sia in termini quantitativi che qualitativi: quello relativo alla costruzione del nuovo Ospedale. È da qui che passa la strada per un riscatto dell’offerta universitaria reatina che potrà finalmente diventare competitiva e generare numeri ben più ampi di quelli attuali. La costruzione del nuovo Ospedale di Rieti permetterà di insediare finalmente l’Università per numerosi corsi di professioni sanitarie e, inoltre, a livello logistico e di sviluppo urbanistico, l’attuale sede del De Lellis potrà essere chiaramente riconvertita a campus universitario, con servizi, aule e spazi per gli studenti».

Per Paggi questa è «un’occasione straordinaria che al territorio non capiterà più e che dovremo avere la forza di sfruttare. Certo, non bisognerà dimenticare anche gli altri corsi di laurea, partendo dalle esperienze di qualità che sono comunque emerse in questi anni a Rieti: da ingegneria all’ambiente. Anche in questo caso bisognerà investire per rafforzare e migliorare, magari coinvolgendo altre Università e attori privati, considerando anche che la provincia reatina ospita in Sabina uno dei più grandi poli logistici d’Italia e del Sud Europa. È tempo che la classe dirigente del territorio mostri coesione sugli obiettivi prioritari e concretezza. Noi lo chiedevamo da tanto e, al netto delle polemiche, questa volta le condizioni per far meglio ci sono. Speriamo vengano sfruttate!».
  

 

 


 

 

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