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Il 25 aprile, il giorno della Liberazione

 


 
 
virgolette

Oggi la cerimonia di Commemorazione in località Canneto di Fara in Sabina

     

di Tommaso Paparusso
domenica 25 aprile 2021 - 11:02


Oggi 25 aprile ‘La Liberazione’. È un appuntamento cui non si può mancare. Loro sono lì che aspettano il nostro saluto, i nostri omaggi nel giorno del ricordo, non possiamo deluderli per questo siamo presenti. Nonostante questo esempio dovuto alla loro immolazione ai loro sacrifici, mi chiedo se effettivamente siamo liberi.

Liberi non significa soltanto dall'oppressore, bensì da una società che usa altre armi forse più micidiali da quelle usate in guerra. Comunque il 25 aprile nell'Anniversario della Liberazione, come ogni anno, ho desiderato e voluto partecipare alla Cerimonia di Commemorazione celebrata in località Canneto di Fara in Sabina.

Forse qualche adulto avrebbe potuto portare con sé i loro ragazzi, un'occasione per allontanarli dai tablet, dai cellulari e internet, per introdurli dal vivo e toccare con mano i fatti storici accaduti. La Cerimonia, molto emozionante, mi ha riportato al passato, alle sofferenze di quel periodo storico: paura, fame, rastrellamenti, sirene e bombardamenti. Ricordo vivamente ancora oggi come se fosse ieri, l'arrivo delle truppe di liberazione a Piazza Vittorio in Roma provenienti da Anzio.

È stata la giornata della liberazione da tanti incubi, degli abbracci, della gioia e dei canti. Le persone in piazza impazzivano incredule per la fine della guerra. Eppure, nonostante le amare vicissitudini passate, ciò che è rimasto in noi, inculcato dai nostri genitori e che non hanno mai avuto necessità della liberazione per farlo, sono stati i sani principi morali, la nostra educazione, il rispetto per gli adulti e anziani, i valori della vita, il senso civico e civile, abnegazione e altruismo, che a nostra volta abbiamo trasmesso ai nostri figli e cercheremo di trasmettere anche ai nipoti e a tutte le persone capaci di ascoltare e di buona volontà.

Quest'anno abbiamo un altro nemico da cui ci dobbiamo liberare. Ancora sacrifici. Restare a casa. Al momento unica arma di difesa in attesa della totale liberazione dall'esilio delle nostre abitazioni.

 

 

 

 


 

 

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