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TSM2, ma è proprio quello che volevamo?

 

Pierluigi Giraldi
Pierluigi Giraldi

 
 
virgolette

Giraldi: «Siamo felici a metà leggendo dello stralcio di Cantalice e di alcune prescrizioni»

     

di Confartigianato Imprese Rieti
venerdì 22 gennaio 2021 - 14:06


Come Confartigianato Imprese Rieti abbiamo sempre sostenuto il rilancio del territorio, del comprensorio e dell’intero territorio montano che caratterizza la nostra Provincia. Quello che ai più è sembrato un grosso passo avanti, parliamo ovviamente dal parere positivo della Regione Lazio sulla valutazione di incidenza ambientale che riguarda il comprensorio sciistico del Terminillo, a noi sembra la solita presa di tempo che lascia presagire tempi biblici per iniziare e completare le opere e rilanciare così l’economia e il territorio.

Pur non volendo entrare troppo nello specifico non ci sembrano poi così di poco conto le modifiche che hanno portato all’eliminazione delle opere che riguardano il comune di Cantalice, che di fatto fanno decadere l’obbiettivo di un progetto comprensoriale. Senza dimenticare che anche il territorio di Micigliano con la “prescrizione” dell’impianto prioritario da “svecchiare”, rischia di non far vedere mai luce al nuovo tracciato.

Confartigianato Imprese Rieti richiama inoltre l’attenzione sul fatto che il parere della Regione Lazio, oltre ad esprimere il parere negativo sulle opere trattate in località Sella di Cantalice, formula condizionalità e prescrizioni, quelle riferite al cronogramma degli interventi e all’uso esclusivamente invernale degli impianti, tali da invalidare e/o ridefinire il business plan a corredo degli elaborati posti in valutazione di Impatto Ambientale, che di fatto indebolisce la valenza economica dell’intero progetto comprensoriale e allontana l’obiettivo di una messa a sistema dell’intera area del Terminillo. Abbiamo, o meglio avevamo immaginato, condividendo l’idea progettuale delle Amministrazioni, un comprensorio che fosse in grado di porsi sul mercato dell’offerta turistica delle stazioni montane come valida alternativa locale in grado di competere con i comprensori abruzzesi, in virtù delle peculiarità e unicità territoriali del massiccio del Monte Terminillo.

Confartigianato ha sempre ribadito il concetto che le aree montane in generale devono essere mantenute attive tutto l’anno, rivalutando e sviluppando attività economiche che fondino il loro essere nella residenzialità. Ma anche combattere lo spopolamento, creando attrattività turistiche che non possono essere “rinchiuse” dentro la stagione sciistica. In quest’ottica appare fuori luogo e priva di senso la rigorosa chiusura degli impianti, seggiovie e cabinovie, durante la primavera e in estate. Una decisione che contrasta con quanto sta avvenendo nel vicino Abruzzo, dove c’è un flusso turistico costante fatto di camminatori, di amanti della MTB ecc, che possono così esercitare le loro passioni senza che questo arrechi nocumento all’ambiente. E ancora, se il comprensorio Terminillo dovrà attrarre investitori privati, chi verrà ad investire per due mesi invernali? Confartigianato ravvisa in ciò il rischio che non si sia guardato il sistema montagna nella sua interezza e che le uniche novità fattibili saranno rappresentate dalla sostituzione dei vecchi impianti di risalita ormai vetusti.

Avranno di che gioire gli pseudo-ambientalisti a cui sarà data la possibilità di “vigilare” e di contare quante zolle verranno mosse... come Associazione, temiamo che più che un “sì”, si tratti di un “no” mascherato, confezionato per far cantar vittoria una certa politica, sia di destra che di sinistra. Speriamo che alcune opere si possano fare e vedano luce, ma non sarà la svolta che, come Confartigianato, ci aspettavamo e che la stragrande maggioranza della popolazione avrebbe voluto. Un progetto di riqualificazione va ben oltre e investe in primis il complesso abitativo. Ci sono centinaia e centinaia di appartamenti da ristrutturare e riqualificare, le infrastrutture viarie da potenziare per il tempo libero, i sevizi essenziali, l’avvio di nuove attività legate al territorio.

Se c’è una cosa che abbiamo imparato è che questo Paese riparte se sa guardare ai suoi territori e alla voglia di fare sistema e comunità. Si costruisce futuro solo se consapevoli che tutto sarà nuovo rispetto al passato. Non possiamo che guardare con interesse a nuovi modelli di sviluppo, alle “comunità villaggio” di interi comprensori, di scuole d’area e non solo per ragazzi, di comunità energetiche vere per una nuova gestione dell’energia, di nuovi modelli di fare impresa con le “cooperative di comunità”, di case della salute. Ma parliamo anche di servizi di trasporto condivisi, di mantenimento dei servizi anche attraverso il sostegno alla sperimentazione di soluzioni innovative. E poi c’è il tema della formazione, rispondente alle richieste espresse dai nuovi modelli di sviluppo sostenibile e legata alle risorse del territorio. Si tratta di una questione assolutamente centrale, anche in termini di saper fare, e che può diventare un valore attraverso vecchi e nuovi mestieri , operando un passaggio dalla tradizione alla modernità.

Confartigianato Imprese Rieti ha sempre visto il TSM2 come il veicolo trainante per il rilancio del comprensorio del Terminillo. Adesso appare imbrigliato, i tecnici della Valutazione di Incidenza Ambientale hanno sì sancito la compatibilità tra il progetto e la vocazione naturalistica del Terminillo, ma hanno stralciato importanti interventi ed escluso aree strategiche, definendo l’iter applicativo attraverso prescrizioni metodologiche e tempistiche poco rassicuranti. E nel frattempo si torna a parlare della costituzione di un parco naturale.

Pierluigi Giraldi, Presidente del movimento Giovani Imprenditori di Confartigianato Imprese Rieti, alla riflessione complessiva sul TSM2 dell’Associazione aggiunge: «La notizia dell'approvazione del TSM2 sicuramente segna il tanto atteso primo passo verso il rilancio della nostra montagna. Come Giovani di Confartigianato Rieti abbiamo sempre visto questo progetto come volano per far ripartire l'economia, non solo della nostra amata montagna, ma di tutto il comprensorio. Per questo motivo siamo felici a metà leggendo dello stralcio di Cantalice e di alcune prescrizioni che speriamo verranno ben presto superate. Chiediamo alla politica di ogni livello di essere, oltre che celeri nella realizzazione, anche lungimiranti, per fare in modo che la montagna sia vissuta 365 giorni l'anno. Speriamo inoltre che le associazioni ambientaliste, da sempre contrarie, abbiano finalmente capito la bontà del progetto e smettano di minacciare ricorsi, anzi aiutino il territorio a ripartire, dando la giusta attenzione al rispetto dell'ambiente e alla crescita socio-economica».

 

 


 

 

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