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TSM2, Comitato Civico 27 Maggio: a Cantalice cosa resta?

 

Terminillo
Terminillo

 
 
virgolette

Lettera aperta al sindaco Silvia Boccini

     

dalla Redazione
sabato 2 gennaio 2021 - 19:13


«Egregio Sindaco Boccini, e adesso? TSM2: un fallimento su tutta la linea! No, non mi riferisco al TSM2 nel suo complesso, anche se, alla luce delle restrizioni imposte dalla VINCA (Valutazione di Incidenza - ndr), dubito fortemente che si troveranno i giusti danari per completare il comprensorio. Mi riferisco al solo “tratto” cantaliciano, quello che ha rappresentato il cavallo di battaglia delle amministrazioni che si sono succedute negli ultimi quindici anni a Cantalice - praticamente sempre la stessa». Così, in una lettera aperta indirizzata al sindaco di Cantalice Silvia Boccini, Luca Nucci, presidente del Comitato Civico 27 Maggio.

«Albergo diffuso, ascensore... sono solo alcuni dei progetti messi in campo e sbandierati nelle ultime tre campagne elettorali che, con l’approvazione del TSM, avrebbero dovuto prendere corpo nel fiabesco paese di Cantalice. Niente. Dopo la bocciatura del versante cantaliciano, niente di tutto questo ha più senso di esistere. Molto probabilmente non ha più senso di esistere neanche chi ha riposto in questo progetto le sorti future di Cantalice, non ha più senso di esistere chi, amministrando, non ha permesso la ristrutturazione della Cardito Nord già dai primi anni 2000. Non hanno più senso di esistere molte cose. Ma, sì, forse è proprio così che doveva andare: barattare la negazione all’accesso al comprensorio sciistico del Terminillo al Comune di Cantalice, con l’approvazione - seppur con restrizioni - di tutto il resto. Abbiamo vinto, - prosegue la lettera - gridavamo il 30 dicembre commentando le indiscrezioni che serpeggiavano, in maniera più o meno latente, sulle varie testate giornalistiche locali, - coinvolgendo addirittura politici nazionali -, senza sapere che stavamo gioendo per la vittoria di altri, fino ad arrivare al 2 gennaio 2020, quando abbiamo dovuto prendere atto del parere della VINCA. Una débâcle. E adesso, cosa ci resta? La Cardito Nord. Solo ed esclusivamente la Cardito Nord. La stessa Cardito Nord che, come amministrazione, accecati dal faraonico progetto da venti milioni di euro, abbiamo lasciato decadere, fino al punto di concedere alla natura stessa di riappropriarsi del proprio terreno. Egregi amministratori, nel privato chi sbaglia paga... traete voi le giuste conclusioni».

 

 


 

 

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