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Da 30 anni JOB&Orienta rappresenta l’evento di riferimento per la scuola, l'università, l'orientamento, la formazione e il lavoro

24/11/2020 18:11 

 

17 novembre 9 d.C.: nasce a Cittareale l'imperatore Tito Flavio Vespasiano

Il busto di Tito Flavio Vespasiano a Cittareale

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17/11/2020 09:40 

 
 

 
   

 

 

Fara Music si fa in sTREaming

 


 
 
virgolette

Concerti dal 19 al 22 novembre. Doppio concerto in streaming con Tube Recording Studio

     

dalla Redazione
mercoledì 18 novembre 2020 - 19:14


Un progetto di ricerca in cui la vera protagonista è una voce raffinata, elegante e ricca di espressività. Si presenta così Tumiza, disco della cantante Valentina Fin, uscito il 14 maggio 2019 per l’etichetta Emme Record Label, con la partecipazione di Francesco Pollon al pianoforte e Manuel Caliumi al sassofono. L’idea di questo progetto nasce nell’estate del 2015 durante un seminario tenuto da Norma Winstone e si presenta come un vero e proprio omaggio a questa strepitosa vocalist inglese con l’aggiunta di alcuni brani originali.

Il disco, infatti, parte proprio da qui e si contraddistingue per una musicalità cristallina ed una purezza del suono che si uniscono ad una personalità semplice e spontanea. Alla base una profonda curiosità e la voglia di condurre una ricerca intorno ad una grande artista rielaborando il rapporto tra musica e testo, il modo non convenzionale. Tumiza è suddiviso in due parti: la prima si intitola “A Norma” e, come dicevamo, è un omaggio alla cantante inglese Norma Winstone.

Si tratta di una serie di brani da lei incisi e scritti da grandi compositori quali Fred Hersch, Kenny Wheeler, Steve Swallow, rielaborati per trio pianoforte voce e sax. La seconda parte, invece, si chiama “Fuori Norma” e si compone di tre brani, due originali e uno di Louis Cole. Il primo, Possession, per pianoforte e voce, si ispira nell’esecuzione ai dischi nella stessa formazione di Norma Wistone. L’ultimo invece è un pezzo del pianista Pollon per il quale è stato scritto un testo, proprio come Norma Winstone ha fatto con i “suoi” pianisti.

19 NOVEMBRE 

ALICE RICCIARDI & PIETRO LUSSU

ORE 21:00

Nel loro primo album in duo “Catch a Falling Star”, appena pubblicato per la neonata Gibigiana Records fondata dagli stessi artisti, Alice Ricciardi e Pietro Lussu attingono da varie fonti musicali: la maestosità dell'American Songbook, la Musica Pop degli anni '50 e ’60 (Perry Como, The Beach Boys), il Jazz d’autore e le proprie composizioni originali. In un eclettico programma musicale, il "fil rouge" è incarnato dal suono e dall’approccio distintivo del duo: Alice porta la sua conoscenza della cultura del jazz vocale, l'immaginazione melodica, l’interpretazione sottile di testi e musica senza tempo. Pietro è un partner sensibile e stimolante, che combina creatività con eleganza, ironia, tradizione e svolte inaspettate. Il duo abbraccia la musica con curiosità, audacia e spontaneità. L’interazione dinamica, così come il senso di sospensione, allusione, sono tutte espressioni che l'ascoltatore completa in una miriade di interpretazioni personali.

20 NOVEMBRE

ERGIO VALENTE TRIO

ORE 16:00

Un trio eclettico che unisce l’amore per la tradizione jazzistica afro americana con l’esigenza di esplorare nuove sonorità legati a questo tipo di formazione. Si presenta così la band capitanata dal pianista campano Ergio Valente che il 2 maggio 2019 pubblica il primo disco intitolato The Starter per l’etichetta Emme Record Label. Una formazione giovane, composta da musicisti con alle spalle già diverse esperienze, quali Aldo Capasso al basso e Marco Fazzari alla batteria. Ergio Valente Trio è una band compatta, dove l’interplay, il senso melodico e l’unione fra i musicisti risultano essere gli elementi preponderanti. L’estro del singolo lascia lo spazio alla composizione, al dinamismo e all’intepretazione collettiva che diventa il minimo comun denominatore della band. Il trio rispetta la tradizione, rievocando spesso temi e suoni tipici del periodo hard bop, ma si avvicina anche alle nuove tendenze del jazz che strizzano l’occhio al nord Europa e a compositori innovativi come Gerald Clayton. Non mancano anche incursioni verso la World Music con una particolare attenzione al sound del gruppo che diventa pregorativa fondamentale nella ricerca espressiva.

20 NOVEMBRE

DANILO REA PIANO SOLO

ORE 21:00

A partire dal 2000 Danilo Rea trova nella dimensione in piano solo il momento ideale per dare forma al proprio universo espressivo e al suo talento naturale per l’improvvisazione: le idee che convergono nelle performance sono delle più varie, dai capisaldi del jazz, passando per le canzoni italiane, fino alle arie d’opera. l suo primo lavoro da solista è “Lost in Europe” (2000) composto durante un tour in Europa; nel 2003 pubblica “Lirico”, in cui miscela lirica e jazz improvvisando sui temi operistici mettendone in luce la grande attualità. L’intenso rapporto con la musica classica, che prosegue tuttora, lo porta ad aprire il Festival di musica lirica internazionale “Festival del bel canto” con il concerto “Belcanto Improvisations”. Seguono “Solo” (2006) e “Introverso” (2008), album in cui Rea si cimenta con composizioni inedite di piano solo, fino ad arrivare al pluripremiato “A Tribute to Fabrizio de André”, omaggio al grande cantautore e poeta italiano, inciso per la prestigiosa etichetta tedesca ACT nel 2010.

21 NOVEMBRE

QUASAR

ORE 16:00

Un disco dinamico e allo stesso tempo essenziale, caratterizzato da un fraseggio moderno che spesso affonda le radici nella tradizione jazzistica e classica. Si presenta così Spooky Action, disco d’esordio dei Quasar che, vincitori del premio Fara Music Jazz Live del 2019, pubblicano il 25 giugno 2020 il loro disco d’esordio per l’etichetta Emme Record Label. La band si forma proprio nel 2019 all’interno della fondazione Siena Jazz ed è il risultato dell’incontro tra le idee compositive del sassofonista Giulio Ottanelli e quelle del chitarrista Mario Petronzi, che fanno affidamento ad una ritmica oramai consolidata composta da Francesco Tino al basso elettrico e Mattia Galeotti alla batteria. Una formazione molto coesa che unisce in maniera elegante e raffinata il sound elettrico della chitarra e del basso con quello acustico prodotto dal sax e dalla batteria. In questa band passato e presente si incontrano legando il sound del jazz contemporaneo con quello della tradizione con interessanti incursioni verso la musica classica del periodo tardo romantico. Le strutture dei brani sono studiate nei minimi dettagli e le improvvisazioni trovano spazio in momenti prestabiliti, mai lasciati al caso. In questo modo il vero protagonista non è il singolo musicista ma l’interplay e la coesione dei musicisti.

21 NOVEMBRE

RITA MARCOTULLI, PIANO SOLO

ORE 21:00

Domenica 21 novembre Rita Marcotulli in “piano solo” andrà in scena presso la sala Schuster dell’Abbazia di Farfa per l’ultimo appuntamento con il Fara Music Festival 2020. In questo concerto, che rappresenta un vero e proprio percorso artistico, la pianista e compositrice romana suonerà composizioni originali scritte durante la sua lunga carriera insieme ad alcuni brani tratti dalle colonne sonore cinematografiche.

Rita Marcotulli ha studiato al Conservatorio di Santa Cecilia musica classica con il Maestro Arnaldo Graziosi e Susanna Spitanlick. Comincia a suonare professionalmente all'interno di piccoli gruppi negli anni settanta e successivamente inizia a collaborare con svariati artisti internazionali tra i quali, per citarne alcuni, Jon Christensen, Palle Danielsson, Peter Erskine, Joe Henderson, Helène La Barrière, Joe Lovano. Charlie Mariano, Marilyn Mazur, Pat Metheny, Sal Nistico, Michel Portal, Enrico Rava, Dewey Redman, Aldo Romano, Kenny Wheeler, Norma Winstone. Nel 1987 viene votata Miglior nuovo talento attraverso un sondaggio della rivista Musica Jazz. Nel 1989 entra a far parte nel gruppo di Billy Cobham con il quale si esibisce in tutto il mondo.

Nel 1992 entra a far parte del gruppo di Dewey Redman con il quale collabora per 15 anni suonando in tutta Europa e SudAmerica, si trasferisce poi in Svezia, dove le collaborazioni con musicisti nord europei come Palle Danielsson, Marilyn Mazur, Jon Christensen, Niels Petter Molvaer, Anders Jormin, Tore Brumborg, influenzano e consolidano il suo modo di comporre. Tornata in Italia collabora fra gli altri con Ambrogio Sparagna e Pino Daniele. Nel 1996 accompagna Pat Metheny in un'esibizione al Festival di Sanremo.

Più recentemente ha partecipato alla realizzazione del film Basilicata coast to coast, per il quale si è occupata della colonna sonora. Grazie a questo lavoro la Marcotulli ha ricevuto il Ciak d'oro nel 2010, il Nastro d'argento alla migliore colonna sonora nello stesso anno, il David di Donatello per il miglior musicista nel 2011 (prima donna in assoluto a ricevere questo riconoscimento) e il Premio Top Jazz 2011 come miglior artista del jazz italiano secondo la rivista Musica Jazz. Nel febbraio 2013 è membro della giuria di qualità alla 63a edizione del Festival di Sanremo, condotta da Fabio Fazio e Luciana Littizzetto. Nel 2019 viene insignita del grado onorario di Ufficiale della Repubblica dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Oggi, Rita Marcotulli è una riconosciuta pianista e compositrice, rispettata per il suo stile unico e per la sua capacità di improvvisare. La sua fonte di ispirazione è vasta, e comprende anche influenze dalla musica brasiliana e dalle tradizioni africane e indiane.

DOMENICA 22 NOVEMBRE

ROBERTO GATTO PERFECTRIO

ORE 12:00

Nel corso di una lunga e fortunata carriera che lo ha portato al vertice del jazz Italiano, del quale è uno dei musicisti più rappresentativi, Roberto Gatto ha iniziato a spostarsi dal ruolo di sideman di lusso a quello di leader, creando una serie di gruppi che, c’era da aspettarselo, hanno raccolto sempre un immediato successo. Senza smettere di arricchire un curriculum di collaborazioni nel quale spiccano i nomi di Johnny Griffin, George Coleman, Curtis Fuller, Joe Zawinul, Pat Metheny, oltre che i principali musicisti Italiani, ora Roberto vive fra Roma e New York e coltiva innanzitutto la propria musica. Dopo una serie di situazioni più legate alla tradizione jazzistica (come gli omaggi in quintetto a Miles Davis e Shelly Manne), si rivolge ora a esplorare nuove sonorità, richiamando alla memoria un suo altro recente progetto che ripercorreva il repertorio del progressive rock.

Senza dimenticare il legame con la tradizione, questo trio si muove all’insegna della sperimentazione legata alle nuove sonorità e conduce il pubblico nel mondo dell’elettronica e dell’improvvisazione, dando vita ad una performance multiforme. Momenti di grande energia e groove si alternano a momenti di alto lirismo e sonorità progressive. Il suono del trio è connotato dal piano Fender, dai synth analogici, dai loops, dall’utilizzo di live electronics da parte di tutti e tre. Roberto Gatto ha dato a questo gruppo il nome di “trio perfetto”, a indicare la formazione in cui attualmente si trova più a suo agio e che gli permette di suonare tutta la musica in assoluta libertà. I compagni di palco del leader batterista sono il pianista e tastierista Alfonso Santimone, uno dei più intraprendenti e creativi musicisti in attività, e Pierpaolo Ranieri al basso elettrico, un giovane straordinario strumentista attento conoscitore delle nuove tendenze.

 

 


 

 

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