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Emergenza scuola: per il PD nazionale colpa del ministro, per quello locale di Calisse

 

© Chicco Costini
© Chicco Costini

 
 
virgolette

Il csx reatino è oramai in uno stato confusionale preoccupante

     

di Chicco Costini
sabato 29 agosto 2020 - 15:48


Gli astiosi comunicati sfornati in questi giorni sembrano più espressione di una sindrome dell’abbandono, che frutto di un ragionamento politico.

Nella stessa giornata in cui il capogruppo alla camera del PD, on Marcucci, rilascia un pesantissimo j’accuse nei confronti del ministro Azzolina, sui ritardi, gli inadempimenti, le incongruenze nella riapertura delle scuole, di fatto facendo proprie le critiche del cdx e dei sindacati, che da oltre un mese paventano l’impossibilità di riaprire le scuole nelle date immaginate, mentre nella conferenza stato regioni, tutti i presidenti, con in testa Bonacina e De Luca (PD), accusano il governo di non aver chiarito come possa essere gestito il trasporto locale, visto che di fatto le attuali norme paralizzeranno lo spostamento degli alunni, a Rieti gli esponenti locali del partito di Zingaretti, non trovano di meglio che accusare Mariano Calisse e Fratelli d’Italia dei problemi che si verranno a creare il giorno della riapertura dell’attività didattica.

La colpa principale del presidente della provincia sarebbe quella di non aver trovato le aule per permettere a tutti la didattica in presenza, la colpa di FdI di aver convocato una commissione sui migranti. Giova ricordare, anche se dovrebbe essere superfluo considerando che alcuni “autorevoli” esponenti del PD in comune, nel passato sono stati amministratori provinciali, che il problema della carenza di aule per le scuole secondarie non è certo un problema nato oggi.

Mezzetti, ad esempio, già assessore provinciale, dovrebbe ricordare come da almeno 10 anni ogni inizio di anno scolastico si è caratterizzato per assenza di spazi, succursali quantomeno precarie, proteste del corpo insegnante e studenti per l’assenza di soluzioni. Anni in cui governava il centrosinistra, in cui non c’era stato un terremoto e non si immaginava un’emergenza COVID, anni in cui nessuna soluzione concreta e definitiva è stata trovata.

Quale sarebbe dunque la colpa di Calisse, oggi presidente di un ente dimezzato quanto a risorse e personale? L’aver avuto il coraggio amministrativo di non prendere in giro studenti e cittadini, chiarendo con oggettività quale sarà la situazione dal 14 settembre in poi? In tutta Italia le scuole secondarie apriranno utilizzando contemporaneamente la didattica in presenza e quella a distanza, colpa anche questa del presidente della provincia, o forse dimostrazione della superficialità con cui è stata gestita questa emergenza, da un governo capace solo di fare proclami, senza concretizzare gli interventi?

Sulla connessione tra commissione sui migranti e riapertura delle scuole rimane invece il mistero dei processi mentali di una classe dirigente, quella del PD, che sembra oramai preda di un innamoramento folle per chi sbarca clandestinamente a casa nostra, unico vero interesse degli ex comunisti italiani. Dispiace dover vedere i contorcimenti di un’opposizione, slegata dal territorio, priva di una visione coerente della nostra terra, capace solo di aggredire.

Rieti, oggi più che mai, avrebbe bisogno di un’opposizione seria, preparata, combattiva ma dotata di idee e progetti, non di personaggi in cerca d’autore, il cui unico obiettivo è un’effimera visibilità da poter spendere sul fronte interno per catturare una candidatura. Ma purtroppo le ombre di Mordor hanno oscurato la terra di mezzo, e gli Urokai si sentono eroi.

 

 


 

 

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