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Ciclismo, Antonelli e le salite

 

Giorgio Antonelli
Giorgio Antonelli

 
 
virgolette

Il ciclista reatino ha affrontato nella sua lunga carriera i Passi più duri d'Europa

     

dalla Redazione
sabato 29 agosto 2020 - 15:30


Per un ciclista (e per qualsiasi sportivo) il momento qualificante, decisivo della sua attività è la gara, l'attività agonistica; ma c'è un altro aspetto di non minore spessore, altrettanto esaltante e difficile ed è affrontare la montagna; qualsiasi ascesa, certo, è di grande interesse, ma specialmente le grandi salite, i grandi passi alpini, dolomitici, appenninici o pirenaici.

Per Antonelli, che ha un passato da Dilettante e può vantare nella sua lunga militanza sportiva 733 gare e 176 vittorie, quello delle salite, dei grandi Passi è un capitolo addirittura fondamentale. A partire dagli anni '90, il reatino ha cominciato a confrontarsi con le grandi montagne, anche e soprattutto al di fuori delle corse, dedicando ad esse intere settimane estive, nei momenti di pausa tra una serie di gare e l'altra.

Sempre seguito dalla consorte, Teresa, nelle vesti di autista e fotografa. Ad oggi ha collezionato 76 Duemila e 139 grandi salite, per un totale di 357 scalate (ciò perchè alcune salite le ha affrontate e superate più volte). Tra le 139 ascese, le più severe sono state lo Zoncolan, da Ovaro (scalato nel 2006), la Punta Veleno, il Colle delle Finestre, il Bocca di Forca (meglio conosciuto come Strada degli Alpini) ed il Mortirolo, da Mazzo in Valtellina.

Subito dietro il Crostis, lo Stelvio, il Rifugio Barbara Lowrie, il Colle dell'Agnello ed il Block Haus (la più dura salita appenninica). Non sono mancate le salite francesi, rese leggendarie dal Tour; tra queste, tutte le più famose: Alpe d'Huez, Izoard, Galibier, Ventoux, Tourmalet e il Col de la Bonette (2.802 metri, il colle asfaltato più alto d'europa, davanti all'Iseran, pure scalato da Antonelli e lo Stelvio).

Il reatino ha inoltre scalato, in genere, tutti i versanti di ogni Passo; ad esempio i tre versanti dello Stelvio (Prato, Bormio, versante svizzero), oppure i 4 versanti del Passo delle Erbe o i 3 del Block Haus e così via. Per dare un'idea della durezza dei passi che Antonelli ha affrontato in 5 lustri, il Terminillo, da Vazia, occupa appena il 47° posto nella classifica delle salite più dure, secondo una tabella che Antonelli ha personalmente elaborato e che - per la verità - non dà risultati troppo dissimili rispetto a quelli del portale "Salite d'Europa", punto di riferimento dei ciclisti scalatori in Italia e non solo.

Il Ventoux occupa il 27° posto, l'Izoard appena il 69°, mentre la Vallonina (cioè il Terminillo, versante leonessano) è oltre la posizione N. 100. Ogni salita, un'avventura ed una fatica. L'uomo piccolo e la Montagna grande. Ma ogni fatica, una piccola gioia, poichè il ciclista di fatica vive.

 

 


 

 

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