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Un’antica tradizione Cabbiese: la festa della Madonna del Monte venerata a Borbona

 

Madonna del Monte
Madonna del Monte

 
 
virgolette

La quarta domenica di giugno dedicata alle celebrazioni in onore della Santa

     

di Nando Giammarini
venerd́ 26 giugno 2020 - 12:51


La festa della Madonna del Monte cade la quarta domenica di giugno, è stata da sempre un forte richiamo oltre che per i Borbontini, la cui ricorrenza è seconda solo agli eventi religiosi importanti dell’anno - il Natale e la Pasqua – anche per le genti dei paesi limitrofi che si recano al Santuario in segno di devozione e rispetto verso la Madre di tutti. 

Un posto molto bello e suggestivo con piante d’alto fusto dove il verde, l’ombra, l’aria pura ed il cielo di un blu intenso rendono molto accogliente il luogo che sembra quasi protetto da monte Cabbia e, sull’altro versante, dai monti della Laga. La chiesa, imperterrita testimone di fede, il giorno della festa non riesce a contenere la tantissima gente che è costretta ad assistere dal di fuori alla funzione religiosa.

Quest'anno, purtroppo, la grave pandemia del Coronavirus ne ha impedito la realizzazione aggravando una situazione già critica in seguito al terremoto che di Amatrice che rese inagibile la chiesa.  Leggermente più in alto il Parco delle Rimembranze luogo di ricordo e meditazione ove riposano i Caduti di tutte le guerre, ragazzi immolati nel fiore della gioventù per la salvezza della Patria cui l’Italia intera deve considerazione e rispetto poiché giovani dediti, con altruismo e generosità, al supremo bene comune fino all’estremo tributo della vita.  In questo giorno sembra che anche loro partecipino alla festa in quanto le tombe adornate da bandierine tricolori, con una toccante cerimonia, vengono ricordati e impartita loro la benedizione. Il popolo devoto in segno di riconoscenza si reca a fargli visita a prescindere se sia del posto o meno. 

L’appuntamento per quelli di Cabbia era alle sei in punto alla chiesola, una località fuori dal paese verso Cesaproba, da dove si partiva tutti insieme alla volta della Madonna del Monte che dista almeno tre ore di una camminata rilassante e salutare anche se faticosa.  Ci sono stati anni belli e proficui dal punto di vista della partecipazione in cui si arrivava a gruppi di cinquanta persone, tra grandi e piccoli, anche se ultimamente è notevolmente ridotta se non quasi scomparsa.

Molto impegnativo e faticoso il primo tratto per giungere fino al Monte poiché tutta la strada è in salita e si fatica un po’, ma poi si procede molto meglio in quanto i muscoli si sono ‘scaldati’ e le salite brusche sono finite.  Arrivati in cima a ”Vallacera”- con i piedi bagnati per aver attraversata la piana del Monte dove c è l’erba alta e al mattino è bagnata dalla rugiada – ti appare uno spettacolo naturale da lacrime agli occhi con la vallata in piena fioritura ravvivata dal canto dei grilli e degli uccelli, il verde intenso delle faggete che circoscrivono la zona le mandrie al pascolo allo stato brado un qualcosa di veramente eccezionale nella sua profonda bellezza. 

Uno splendido ricordo, vivo nella mia mente, fu quando nel 2003 portai in questo meraviglioso impatto con la natura i miei figli ed i miei nipoti. Il più piccolino, Marco, aveva allora sei anni ma si arrampicava come un rocciatore provetto. Cammina e cammina arrivammo di buon’ora alla fonte dei “Trocchi”, immancabile appuntamento con quelli di Cesaproba, cui siamo legati da una profonda amicizia vista la vicinanza dei due paesi, facemmo colazione insieme poi, in corteo, ci dirigemmo verso il Santuario.  Arrivati all’ultima salita, oltre la quale si scorge quel posto di incantevole bellezza, si sentiva la musica e le voci festanti della gente; eravamo proiettati in quel clima di serena allegria ed all’arrivo una forte e reale sensazione di pace interiore che unita al piacere di rivedere, sebbene dopo un anno, anti amici conoscenti e qualche parente ti faceva star bene. 

Altro momento fortemente toccante l’incontro con la processione e lo sparo. Il resto è cronaca di una bella giornata all’aria aperta portatrice di una sana folata di contentezza intenta a rafforzare le amicizie esistenti e crearne delle altre.  Con mio fratello gemello sono un irriducibile amante della continuità di questa tradizione - tanto che  vi risaliremo per la 52esima volta  anche quest'anno - e qualche volta è capitato che siamo andati anche da soli a piedi al Santuario per dimostrare, a noi stessi e agli altri se ce ne fosse bisogno, sensibilità e attaccamento al territorio per mantenerlo vivo in ogni stagione dell’anno, attraverso le nostre radici e le tradizioni che assumono il sapore di una rinnovata attualità.
 
Sui nostri monti
 
Passa sui nostri monti il vento
musica dell’anima
canto degli uccelli
grida festanti di bambini.
Sussurra sulle foglie tremule
tenere parole
mentre accarezzandole
scuote ogni cosa.
Incanto d’albe e tramonti
colorano maestose cime
pinete ombreggianti e riservate
come pensieri più puri.
Il sole filtra e riscalda
questa terra particolare
che sa di vita
passata e … futura.
Qui, nel cuore dei miei monti
lo sguardo si perde in tanto splendore
la fontana fresca e rigogliante
placherà l’arsura della lontana.


 

 

 


 

 

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