Mep Radio

Quotidiano d'informazione

Untitled
   Cerca una notizia
tutte le notizie di: oggi | ieri | l'altro ieri | di una data specifica
 

Ad Antrodoco il mese de «La Compagnia dei Tamburi» in concerto

Tre date per vivere, in sicurezza, nuove esibizioni all'aperto. Esclusiva ultima serata, dedicata alla 'nuova normalitą'

08/08/2020 09:43 

 

Mostra di pittura, artisti a San Paolo

A Poggio Mirteto i colori delle acquerelliste poggiane

08/08/2020 08:55 

 

C'era una volta in estate, tra Morricone ed Edith Piaf

A settembre si ricomincia e si ricomincia da Amatrice

01/08/2020 13:04 

 
 

 
   

 

 

Reate Festival, una super traviata per uscire dall'emergenza

 

Rosa Feola
Rosa Feola

 
 
virgolette

Da ottobre a dicembre alla manifestazione il compito di riportare la musica e il teatro dal vivo dopo i mesi di silenzio

     

di Carla Di Lena
domenica 7 giugno 2020 - 08:48


Una giovane nuova stella insieme ad un mito del canto lirico per rappresentare l’opera più nota di tutto il repertorio del teatro musicale. Ovvero La Traviata di Giuseppe Verdi cantata da Rosa Feola nel ruolo di Violetta, al debutto in questo ruolo, registicamente diretta da una delle più grandi ‘Violette’ del secolo scorso, Renata Scotto.

Da questi straordinari ingredienti nasce l’insolita iniziativa del Reate Festival, perlopiù dedito alla riscoperta di capolavori sconosciuti, di presentare un’opera celeberrima. In questo caso, l'eccezionalità della proposta, in coproduzione con il Teatro dell'Opera Giacosa di Savona (l’opera sarà diretta da Giovanni Di Stefano alla guida dell'Orchestra e del Coro del Teatro dell’Opera Giocosa di Savona), è garantita dall'alta qualità dei protagonisti (oltre alla Feola, Leonardo Sanchez come Alfredo e Sergio Vitale come Giorgio Germont, due artisti giovani ma con già una solidissima carriera alle spalle) e dalla volontà di Renata Scotto di trasmettere a una giovane collega il suo patrimonio tecnico-interpretativo quale testimonianza di un'arte che non deve mai interrompersi, ma passare da una generazione all'altra.

Nella seconda metà di ottobre Renata Scotto sarà anche la docente di una masterclass dedicata all’Opera italiana, a cui potranno partecipare giovani promesse che avranno anche la possibilità di esibirsi in un concerto finale. Il Reate Festival conferma così la lungimiranza delle proprie scelte artistiche: Rosa Feola aveva debuttato al Reate Festival esattamente dieci anni fa ne Il Campanello di Donizetti, e Renata Scotto era stata protagonista di una stagione felicissima di masterclass organizzata dal festival proprio nella città reatina. Altra iniziativa legata all’opera, particolarmente cara al pubblico reatino, è la collaborazione con l'Associazione Europa In Canto destinata alla produzione di allestimenti operistici per i ragazzi e le famiglie programmata per la fine di novembre: dopo Il flauto magico di Mozart, Aida di Verdi e Turandot di Puccini, quest’anno sarà L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti a impegnare i giovanissimi del territorio reatino.

Un progetto didattico innovativo, che intende risvegliare l’interesse della Scuola nei confronti del teatro musicale, patrimonio culturale del nostro Paese, appassionando gli studenti all’opera lirica, trasformandoli da fruitori passivi in protagonisti attivi dello spettacolo. L'obiettivo, pienamente raggiunto nelle edizioni precedenti, è quello di non limitarsi a realizzare uno spettacolo effimero, ma farne un mezzo per penetrare nel tessuto sociale e nella vita quotidiana.

Il programma sarà completato da concerti con giovani interpreti, dai tradizionali concerti d’organo e da un progetto di musica contemporanea. Infine un cenno ad un progetto che, data la situazione contingente dovuta al coronavirus, il Festival ha valutato di rimandare a un futura edizione: la ormai tradizionale proposta dell’opera barocca in prima rappresentazione romana, dopo il grande successo ottenuto dal Festival negli ultimi due anni con Il ritorno di Ulisse in Patria di Monteverdi e l’Empio Punito di Melani, è stata individuata in Eliogabalo di Francesco Cavalli, un’opera del 1668 eseguita solo in tempi moderni data la scabrosità del soggetto.

L’opera di Cavalli avrebbe completato la trilogia dedicata al teatro barocco presso il Teatro di Villa Torlonia di Roma, ma a causa dei tempi di realizzazione e date le dimensioni assai contenute dello spazio prescelto, la decisione della direzione artistica rimanda a una programmazione futura.

 

 

 


 

 

invia l'articolo

Condividi l'articolo su


   
 




:::::: Disclaimer & Privacy Policy   © 2007-2020  - www.ilgiornaledirieti.it .it - Tutti i diritti riservati ::::::
Non è consentito il riutilizzo in altre opere multimediali del materiale pubblicato salvo esplicita autorizzazione degli autori