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Oggi ho scritto al Presidente Conte

 


 
 
virgolette

A 50 anni dalla legge sul referendum, l’ONU chiede di eliminare le sue violazioni, il Governo non risponde

     

di Marco Giordani – segretario Sabina Radicale
lunedì 25 maggio 2020 - 17:21


Oggi ho scritto al Presidente Conte. Gli ho scritto nel giorno in cui ricorre (nel non casuale silenzio) il 50esimo anniversario della legge che istituiva il Referendum ad iniziativa popolare. Ma gli ho scritto anche il giorno prima della scadenza (domani) dei 180 giorni in cui l’Italia avrebbe dovuto rispondere al Comitato Diritti Umani dell’ONU che ha sentenziato l’Italia per «irragionevoli restrizioni al diritto di chiamata per una iniziativa di referendum popolare».

La causa fu promossa da Mario Staderini e Michele de Lucia, al tempo della iniziativa di referendum (2013) segretario e tesoriere di Radicali Italiani che riportarono diverse testimonianze di ostacoli incontrati nella raccolta firme. Tra questi ostacoli la sentenza, emessa nel novembre dello scorso anno dalla sede di Ginevra, ha citato come «in Rieti, the necessary officials went on vacation in July and August and did not authorize anyone else to authenticate signatures».

Le violazioni alle quali in particolare questa nuova legislazione dovrà porre rimedio sono la insufficiente pubblicità della iniziativa, l’indisponibilità di autenticatori, la indisponibilità dei luoghi dove poter firmare. La sentenza obbliga l’Italia ad evitare simili violazioni in futuro e a rivedere la sua legislazione, richiedeva di essere informata entro il 26 maggio 2020 su che misure siano state prese e di diffonderla ampiamente in italiano. Ciò che non è avvenuto.

 

 


 

 

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