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Carabinieri, arrestati sei rumeni per furto di autocarri

 


 
 
virgolette

All'opera i militari di Cittaducale

     

dalla Redazione
sabato 2 maggio 2020 - 13:52


Con i sei arresti di questa mattina ad opera dei Carabinieri di Cittaducale, è stata sgominata una banda di pregiudicati rumeni dedita al furto di autocari e attrezzi meccanici. Oggi, in collaborazione dei Carabinieri di Latina, Anzio e Aprilia, sono state eseguite 6 ordinanze di misura cautelare emesse dal GIP del Tribunale di Rieti e a finire in manette, nelle prime ore del mattino, per furto aggravato in concorso, sono stati quattro uomi, tra i ventidue e sessantaquattro anni, mentre altri due componenti della banda sono stati raggiunti dalla misura dell’Obbligo di dimora con presentazione quotidiana alla PG.

Tutti dovranno ora rispondere all’Autorità Giudiziaria sulla precisa e puntuale ricostruzione della loro attività delittuosa, fatta dai Carabinieri della Compagnia di Cittaducale, che prese il via a Borgorose, l’estate scorsa, quando alcuni soggetti gravitanti nel Comune di Aprilia, attraverso l’effrazione del cancello d’ingresso, si erano introdotti all’interno della sede di alcune aziende operanti nel settore edile, dalle quali, in pochi minuti, erano riusciti a sottrarre mezzi e attrezzature di ingente valore, come muletti, carrelli elevatori, macchine operatrici, ecc... I furti, apparentemente eseguiti in modo perfetto, avevano fruttato un bottino stimato in circa 100.000 euro ai malviventi, che si erano dileguati con i mezzi rubati, senza lasciare tracce.

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cittaducale, intervenuti sul posto per i primi rilievi, avevano avviato, da subito, una complessa indagine al fine di ricostruire l’accaduto. L’attività portò a mettere a confronto i colpi messi a segno nel Reatino con una serie di numerosi analoghi furti perpetrati tra Marche e Lazio, e, più precisamente, nelle provincie di Ancona e Macerata, delineando, senza dubbio, l’esistenza di una squadra preparata e organizzata con un “modus operandi” pressoché fisso, rivolto a sottrarre mezzi pesanti e da lavoro, probabilmente da riciclare nel mercato clandestino del centro Italia. Colpi ingenti, che fruttavano alla banda, ogni volta, cifre importanti che variavano tra i 50.000 e i 150.000 euro.

Da queste prime ipotesi è seguito un preciso e laborioso lavoro di analisi, unito ad attività tecnica, che hanno così permesso, dopo pochi mesi, di individuare i componenti della squadra, i quali, dividendosi scrupolosamente i compiti e stando attenti a non lasciare tracce, avevano colpito ben 14 volte. L’indagine ha dimostrato come i componenti della banda si spostassero utilizzando telefoni “sporchi”, non direttamente a loro collegabili e con una scrupolosa pianificazione dei furti.

Eseguendo lunghi e mirati sopralluoghi, riuscivano a far perdere le tracce dei grossi mezzi sottratti, che venivano velocemente occultati in diversi depositi. I primi concreti risultati dell’indagine si erano già ottenuti nella nottata del 7 gennaio scorso, a Fabriano (AN), quando la banda si era introdotta in un cantiere, asportando un grosso camion da lavoro, demolitori ed escavatori, per un valore di 200.000 euro. Ma, proprio al confine territorio, erano stati bloccati e arrestati dai Carabinieri di Cittaducale, già sulle loro tracce, unitamente ai colleghi della Compagnia Carabinieri di Civita Castellana.

L’ingente refurtiva, consistente in un grosso autocarro, martelli pneumatici, frese da scavatore e pinze demolitrici, era stata immediatamente restituita al proprietario dell’azienda, e tre soggetti, trovati in possesso di torce elettriche, tronchesi e radio trasmittenti accese e funzionanti, erano finiti in manette. Durante le operazioni sono stati recuperati ben 6 autocarri, immediatamente restituiti ai legittimi proprietari, per un valore di circa 400.000 euro.

 

 


 

 

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