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Lazio, Fisascat: oltre 1000 lavoratori pulizie scuole 'costretti' alle dimissioni

 


 
 
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Sono 1024 sul territorio laziale, esclusi dal processo di internalizzazione degli appalti

     

dalla Redazione
mercoledì 29 aprile 2020 - 09:25


«Dopo il danno, un'inaccettabile 'beffa': 1024 lavoratrici e lavoratori sul territorio laziale, esclusi dal processo di internalizzazione degli appalti per la pulizia delle scuole di Stato, sono 'in sospensione non retribuita', ovvero senza alcun soldo in tasca, e ancora in attesa di ricevere l'assegno del Fondo di integrazione salariale (Fis): oltre a ciò, alcuni di loro stanno ricevendo in questi giorni lettere di messa a disposizione che prevedono il trasferimento in altre regioni, oltre i 50 Km di distanza e gli 88 minuti di percorrenza, essendo di fatto costretti a dimettersi per giusta causa perché impossibilitati a raggiungere il nuovo luogo di lavoro».

È quanto denuncia Sara Imperatori, della Fisascat-Cisl di Roma Capitale e Rieti, aggiungendo che «le loro dimissioni comporterebbero l'esclusione dal processo di internalizzazione. Si tratta di un gioco subdolo e pericoloso, che sta mettendo profondamente in difficoltà numerose famiglie, che hanno come unica prospettiva l'apertura del fondo di integrazione salariale aperto da tutte le società».

«Come abbiamo sempre affermato, congiuntamente agli altri sindacati confederali – conclude - adesso lo ribadiamo: nessuno deve restare escluso dalla 'Fase 2 dell'internalizzazione, che riguarda 4mila lavoratori in Italia e 1024 a Roma e nel Lazio. Si deve agire presto e bene a tutela di migliaia di persone. Non serve propaganda, ma fatti concreti: faremo tutto il possibile per ottenerli», conclude.

 

 


 

 

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