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Riparte l’offerta culturale TraMe–Tracce di Memoria

 


 
 
virgolette

Ripensate dal gruppo di lavoro alcune delle attività in versione digital

     

dalla Redazione
martedì 31 marzo 2020 - 13:57


Il team di The Uncommon Factory è pronto a ripartire con l’offerta culturale del progetto TraMe – Tracce di Memoria. Sul solco della campagna social #iorestocasa, accogliendo l’invito del Ministro Franceschini a incrementare la diffusione di contenuti culturali tramite i canali web e social, il gruppo di lavoro ha ripensato in versione digital alcune delle attività previste in calendario, esplorando soluzioni che permetteranno di continuare a dialogare con i reatini e ad interagire con essi, sfruttando al meglio il tempo che le persone costrette alla quarantena trascorreranno on line.

L’offerta culturale, anche nella sua versione digitale, sarà in grado di creare occasioni di confronto, di approfondimento e di scambio, rendendo più leggero il peso della temporanea condizione di isolamento imposta dalle restrizioni nazionali e offrendo stimoli, svaghi e spunti di riflessione.

In particolare tre attività verranno ripensate e implementate in modo da consentire lo svolgimento o la fruizione da remoto.
La raccolta fotografica, legata all’iniziativa L’uomo tra arte e digitale, prevista per il mese di marzo, da realizzarsi attraverso un’operazione di digitalizzazione in loco, non risulta al momento compatibile con le disposizioni del Governo. Il team di TraMe ha quindi sviluppato una meccanica alternativa per portare avanti l’iniziativa: tutti i reatini che vorranno condividere con la comunità le proprie fotografie storiche potranno partecipare provvedendo autonomamente alla digitalizzazione delle immagini e potranno inviarle tramite il modulo digitale disponibile all’indirizzo www.tra-me.com/l-uomo-tra-arte-e-digitale/. Contestualmente, attraverso i canali social, verrà avviato un dialogo con i cittadini, invitati a condividere i propri ricordi con la collettività. Finalità dell’iniziativa è, infatti, raccontare la storia di Rieti attraverso gli sguardi e le memorie delle diverse generazioni che l’hanno vissuta, accrescendo il senso di appartenenza alla comunità. 
Le fotografie selezionate saranno esposte, insieme ai ricordi condivisi dai reatini, durante la mostra L’uomo tra arte e digitale. Memorie reatine e visioni future, a cura di Annalisa Ferraro.

La Summer School Il Dialogo della Conoscenza, pensata per essere realizzata in loco durante il mese di luglio, sarà rimodulata in una versione e-learning, per offrire la possibilità a tutte le ragazze e a tutti i ragazzi di seguire le lezioni online, attraverso la realizzazione di un webinar gratuito. Il corso, tenuto dal fotografo Filippo Tommasoli, avrà l’obiettivo di introdurre gli studenti ai principi, alle tecniche, alla produzione e post-produzione delle immagini fotografiche digitali, sviluppandone le capacità espressive, insegnando loro ad osservare il mondo da prospettive soggettive e a rappresentarle secondo una propria cifra stilistica. Ai ragazzi sarà chiesto di esercitarsi negli spazi intimi della propria abitazione, nel luogo in cui stanno trascorrendo la loro quarantena, invitandoli a cogliere il valore di ciò che li circonda.
Nel mese di luglio, se la situazione sanitaria lo permetterà, il corso sarà completato con una sessione dedicata all’esplorazione del territorio. La mostra, che vedrà come protagonisti gli studenti del corso, si arricchirà di nuovi contenuti, racconterà da un lato l’attuale contesto in cui viviamo, l’isolamento forzato che sta inevitabilmente modificando la quotidianità, dall’altro la riacquisizione della libertà e la riscoperta del territorio. 

Infine, saranno presentati a tutti i destinatari del progetto gli artisti che collaboreranno alla realizzazione delle attività di TraMe. Attraverso brevi clip e interviste, sarà alimentato il dialogo e il confronto tra gli artisti e i reatini, questi ultimi potranno intervenire con domande, potranno chiedere approfondimenti e soddisfare la propria curiosità. Il team di TraMe spera in questo modo di accorciare la distanza tra l’artista e il fruitore, di stimolare l’interesse delle persone, in attesa che le attività possano riprendere in loco e le opere realizzate possano essere fruite dal vivo con maggiore consapevolezza.

 

 

 


 

 

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