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I Premio all'Artistico nel concorso la Valle del Primo Presepe

 


 
 
virgolette

Al via gli Open Day aperti anche alla città

     

di Ines Millesimi
mercoledì 8 gennaio 2020 - 09:55


Linee curve e direzioni, questo il titolo del lavoro della studentessa Arianna Franceschini dell’indirizzo Arti figurative che si è aggiudicata il I Premio al concorso La Valle del Primo Presepe, organizzato dalla Curia Vescovile di Rieti. Premiata il 5 gennaio al Teatro Flavio Vespasiano dal Vescovo Mons. Domenico Pompili, in una cornice prestigiosa allietata da musica e canto di giovani musicisti e coristi, l’allieva era visibilmente commossa di ricevere l’ambito premio.

Il suo presepe era stato realizzato con un libro destinato al macero, in linea con la tematica del concorso Scuola e Presepe. Attraverso il recupero il libro è tornato a vivere come sezioni di pagine fitte che formano un'unica direzione centripeta sulla nascita di Gesù. Dai limiti imposti dai materiali poveri (carta e legno) la studentessa è approdata ad un'opera di sintesi a bassorilievo fortemente suggestiva ed evocativa, come sovente accade vedere nelle mostre internazionali.

Menzione speciale per l’alunna Giulia Moretti per il suo lavoro La luce che ha ricevuto tantissimi applausi da parte di un pubblico numerosissimo e caloroso. I docenti che hanno curato l’attività didattica d’indirizzo, Prof.ri Di Simone e Verzilli, erano anche loro molto emozionati nel partecipare alla felicità delle giovani loro allieve. Il 14 gennaio al via l’Open Day del Liceo Artistico a via P. Togliatti dalle ore 15,00 alle 19,00, ricolto ai genitori e alle matricole per le nuove iscrizioni, ma anche aperto a tutti i cittadini che si vogliano accostare ai temi dell’arte. Tante le iniziative proposte a conferma di una scuola inclusiva, poliedrica e aperta ai linguaggi del contemporaneo.

“Il caffè filosofico”, a cura della prof.ssa Graziosi, "The afternoon tea" a cura delle prof.sse Malfatti e Pezzotti, Il laboratorio di fumetto, a cura del prof. Guercilena, la musica dal vivo a cura dei gruppi di musicisti e band del Liceo artistico. Un’originale iniziativa per le famiglie e per tutti (ingresso libero) intitolata “In mostra con i miei” è in programma dalle ore 15,30 alle ore 16.30 degli storici dell’Arte Millesimi e Vicinelli, con la partecipazione attiva di alcuni studenti della scuola. Attraverso questo incontro divulgativo si intendono coinvolgere genitori, parenti e adulti per sperimentare uno spazio di tempo libero (la domenica) condividendo con i figli/nipoti l'esperienza giocosa e conoscitiva di un museo, di un'opera d'arte o di un monumento di grande valenza artistica a Roma.

In Italia, secondo i dati contenuti nell’Atlante dell’infanzia di Save the Children, 2 minori su 3 di età compresa tra i 6 e i 17 anni, non hanno visitato una mostra o museo, un sito archeologico, non sono andati a concerti o a teatro, non hanno letto un libro, durante l’ultimo anno. Eppure, il nostro è il Paese della cultura e della bellezza per eccellenza. Che, più di ogni altro, potrebbe puntare sull’arte come risorsa per affrontare questa povertà educativa, culturale e sociale. Una povertà educativa che porta spesso all’apatia, alla perdita di valori e di significato nella vita dei ragazzi. Attraverso l’arte si possono sviluppare abilità indispensabili per migliorare la qualità della vita di bambini e ragazzi, ovvero il pensiero creativo e la capacità di problem solving.

L’arte, infatti, aiuta a comprendere che i problemi possono avere più di una soluzione e che le soluzioni raramente sono fisse, ma cambiano in base alle circostanze e alle opportunità. L’arte educa all’intelligenza emotiva, favorendo l’ascolto di se stessi e degli altri, sviluppando l’empatia. Osservare e sentire un’opera d’arte, è, in un certo senso, sentire noi stessi. Nell’arte ci si sposta da un atteggiamento di mera osservazione esterna, al come ci si sente interiormente mentre si sta facendo quella esperienza. Bambini e ragazzi imparano così ad ascoltare se stessi, le proprie sensazioni e emozioni. Il linguaggio dell’arte, fatto di tempi e di forme emotive proprie ha, infatti, la capacità di colmare le lacune di lingue, culture e generi, favorendo così l’integrazione e il superamento delle “diversità”.

 

 


 

 

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