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Trovato con l'ausilio di unità cinofile uno spinello e 3 grammi di hashish

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Carabinieri, due arresti in provincia

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Presentato il nuovo Ospedale di Amatrice

Un rendering del nuovo ospedale di Amatrice

Moderno e funzionale ed ecosostenibile. 7400 mq, 40 posti letto, Pronto soccorso, ambulatori e diagnostica avanzata. Questo il nuovo ospedale di Amatrice.

17/01/2020 22:59 

 
 

 
   

 

 

«Pensai che di mollare non se ne parlava. Né quel giorno, né mai»

 

Sergio Pirozzi
Sergio Pirozzi

 
 
virgolette

Il ricordo dell'ex sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi del sisma del 30 ottobre 2016

     

dalla Redazione
mercoledì 30 ottobre 2019 - 20:16


«Oggi è l’anniversario della terza scossa. Quella della paura, quella in cui ci sentimmo tutti perseguitati dalla natura che non voleva lasciarci più in pace. Quella mattina, alle 7.40, ero in macchina. Stavo andando a verificare i lavori al Polo del Gusto, esempio di straordinaria solidarietà del popolo italiano, grazie al quale i ristoratori di Amatrice hanno salvato le proprie attività». Così, in un post sul proprio profilo Facebook, l’ex sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi.

«Non potrò mai scordare quella sensazione di aver bucato una ruota, poi la paura per un lampione che mi è crollato davanti, l’asfalto che si alzava e la certezza che fosse ancora una volta il terremoto. Mi ricordo – si legge ancora - che tornai a casa di corsa, con il cuore devastato, pensando a Teresa e ai miei figli. Stavano bene e mi sembrò, in quel momento, di essere un uomo fortunato. Il resto della giornata lo passai al Comune, a ricominciare da capo tutto quello che era stato fatto in quei mesi, cercando di tranquillizzare i miei concittadini che a quel punto, giustamente, avevano PAURA, erano smarriti».

«Quel giorno – ricorda il Consigliere Regionale - mi sono sentito per molte ore piccolo e impotente davanti a tutto questo. La voglia di andare avanti, non me lo scorderò mai, me la diedero gli occhi lucidi di un volontario che bussò alla porta: “Sindaco, l’aspettano per coordinare gli interventi”. Ci sto, arrivo, risposi e pensai che di mollare non se ne parlava. Né quel giorno, né mai!».

 

 


 

 

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