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De Lellis, Sindacati: centro nascita a rischio chiusura

 


 
 
virgolette

Rischio anche per Malattie infettive, Neurologia e Centro trasfusionale che rischiano l'implosione

     

dalla Redazione
venerdì 18 ottobre 2019 - 15:02


Grande preoccupazione esprimono in una nota i sindacati di Cgil, Cisl e Uil per la «grave carenza numerica del personale medico della Unità operativa di pediatria-neonatologia, situazione che non garantirebbe l’erogazione delle prestazioni medico-assistenziali nelle 24 h».

In particolare, prosegue la nota, «l’organico attualmente in servizio è ridotto a 4 dirigenti medici compreso il responsabile, numeri questi che non permettono di continuare a sostenere la gestione delle attività attualmente garantite in ambito neonatologico: dalla nascita all’assistenza dedicata ai neonati in carico al nido/patologia neonatale, in ambito pediatrico: degenza pediatrica/obip, accesso diretto in reparto da ps/attività ambulatoriale specialistica. L’eventuale chiusura della suddetta U. O., produrrà a cascata conseguenze negative anche riguardo l’area di ostetricia/ginecologia, con l’inevitabile chiusura del punto nascita».

«Nel rilevare che il punto nascita dell’ospedale di Rieti - sottolineano Francesco Frabetti e Luigi Cocumazzo di Fp Cgil Rieti Roma Eva, Sandro Antonacci e Paolo Bianchetti di Cisl Roma capitale Rieti, Marino Formichetti e Alberto Paolucci di Uil Rieti - è l’unico presente in tutta la provincia di Rieti e che l’accessibilità ad altri presidi regionali creerebbe innumerevoli disagi, e sarebbe praticamente impossibile per le zone più remote della provincia, possiamo solo auspicare, nelle more delle tempistiche necessarie all’acquisizione di nuovo personale medico specialistico e nell’ottica di una politica organizzativa aziendale volta al futuro, un immediato nonché continuativo provvedimento a carattere di urgenza che scongiuri l’interruzione del servizio, che produrrà inoltre gravi conseguenze negative sui professionisti sanitari (personale medico/infermieristico/ostetrico/di supporto) che ad oggi si adoperano per il funzionamento dei reparti».

Per i sindacalisti «è sconcertante e inaccettabile che, dopo tanti investimenti ed impegno costante da parte della direzione aziendale della asl (vedi l’apertura dei nuovi locali del blocco parto, il rilancio organizzativo e l’investimento in risorse umane nelle suddette aree, nonché’ in previsione dell’apertura dei nuovi reparti di neonatologia ed ostetricia) la grave carenza del personale medico rischi di vanificare ogni sforzo, privando i nostri cittadini di un servizio così essenziale come il punto nascita e privando i piccoli pazienti e le neomamme dell’assistenza in ambito ospedaliero. Stessa cosa vale per altri reparti di questa azienda come ad esempio Malattie infettive che conta 3 dirigenti medici i quali devono garantire h 24 un reparto che ha in dotazione 14 posti letto oltre l’attività ambulatoriale (hiv, epatiti virali, migrazione e turismo con vaccinazioni internazionali), le attività di consulenza, le guardie interdivisionali nell’area medica e nella casa circondariale. Neurologia e stroke unit con 4 dirigenti medici che ruotano su una turnistica h 24 e 2 unità di supporto alle attività ambulatoriali e strumentali. Medicina trasfusionale con 3 dirigenti medici che coprono la turnazione h24 con annessa reperibilità, oltre alle uscite esterne per la raccolta di sangue».

Il sindacato, conclude la nota, «chiede con forza un impegno unitario di tutte le forze aziendali, politiche, professionali a livello locale- provinciale-regionale, nel vagliare tutte le soluzioni praticabili, sia a livello locale che a livello interaziendale regionale e/o interregionale, mettendo in atto azioni costruttive ed immediate al fine di evitare di compromettere servizi essenziali alla popolazione».

 

 


 

 

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