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Nuovi presidi Slow Food si raccontano, dal terremoto si esce anche così

 

Fabio Guerci
Fabio Guerci

 
 
virgolette

A Cittareale si avvera il sogno di Fabio Guerci, produttore di giuncata dei Monti Reatini

     

dalla Redazione
sabato 21 settembre 2019 - 16:46


È nell'ambito della XII edizione di «Cheese - Naturale è possibile», in programma da ieri 20 e fino a lunedì 23 settembre 2019 a Bra in provincia di Cuneo, che i Presìdi Slow Food hanno fatto da padrone. Sono proprio loro - oggi in Italia se ne contano oltre 500 che coinvolgono più di 13.000 produttori - che sostengono le piccole produzioni tradizionali, quelle che per tante ragioni, non ultima gli eventi sismici, rischiano di scomparire e che con maestria valorizzano i territori, recuperano antichi mestieri e tecniche di lavorazione.

È di ieri il giro d’Italia, da Nord a Sud, attraverso prodotti tradizionali e territori straordinari raccontati dalla voce di produttori resistenti. È stato questo il senso del viaggio durante la conferenza di Cheese L’Italia dei Presìdi: la rivoluzione casearia compie vent’anni durante la quale, ieri sera, sono stati presentati i nuovi Presìdi italiani lattiero-caseari. È la rinascita dopo i terremoti nel centro Italia che parte anche da qui. Tante le storie che arrivano da situazioni particolari, in Italia.

Come quelle di Fabio Guerci, produttore di giuncata dei Monti Reatini, nel Lazio, e di Luigi De Carolis, ricotta salata della Valnerina, in Umbria. In comune hanno il fatto che abitano in aree del nostro paese difficili, segnate dal terremoto, dove la ricostruzione è lenta, i paesi sono in stato di abbandono, le attività faticano a riprendere. Ma, proprio in questi contesti, i Presìdi possono essere utili, nonostante tutto, perché valorizzano piccole economie e creano mercato. Il Presidio della giuncata dei Monti Reatini, avviato grazie al sostegno del Consorzio del Parmigiano Reggiano, tutela una produzione che oggi è perlopiù destinata al consumo familiare e intende essere un sostegno concreto in un’area segnata dal terremoto del 2016 e del 2017. «Da sempre, nelle nostre zone, a colazione si mangiava la giuncata», racconta Fabio.

«Il mio è un piccolo paese a ridosso dell’Appennino centrale e lavoro in un’azienda storica, tramandata di padre in figlio. Rilanciare la produzione di giuncata significa mettere in piedi un progetto in risposta a un sistema che non funziona, per rilanciare la nostra economia e il nostro territorio».

In Umbria, nell’alta Valnerina, invece, terra ricca di boschi e pascoli dove la pastorizia è da sempre attività principale c'è Luigi De Carolis che spiega come da sempre la produzione dominante sia il pecorino. Tuttavia esiste ancora un prodotto, racconta Luigi «che in realtà ha oltre 100 anni. Si tratta della ricotta salata, ottenuta dal latte del mattino, appesa per 12 ore in un sacchetto di lino, salata e quindi avvolta nella crusca di grano». Sono parole di coraggio e speranza quelle di Fabio e di Luigi che sostengono, grazie a Slow Food possiamo continuare il nostro lavoro.

 

 


 

 

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