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Terremoto,Vescovo di Rieti: ci vuole una visione per fermare lo stallo

 

© Un momento della messa ad Amatrice
© Un momento della messa ad Amatrice

 
 
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«L'Italia senza i borghi dell'Appennino non è più la stessa»

     

dalla Redazione
sabato 24 agosto 2019 - 12:59


«Ci vuole una 'visione'. A dire il vero, più che una visione in questi tre anni sono prevalsi 'punti di vista' diversi, anche a motivo dell'alternarsi di Governi, di responsabilità personali, di varia umanità. E la tendenza ogni volta è stata quella di ricominciare daccapo, nel modo esattamente contrario a chi è venuto prima». Questo uno dei passaggi dell'omelia del vescovo di Rieti,monsignor Domenico Pompili, pronunciata nel corso della messa ad Amatrice per l'anniversario del sisma del 24 agosto 2016.

«L'effetto inevitabilmente non poteva essere che lo stallo. Senza un progetto - ha aggiunto Pompili -, cioè senza un respiro lungo non si va da nessuna parte. E come si vede, proprio in questi giorni, l'Italia stessa boccheggia. Più che una visione in questi tre anni si è fatta strada una certa confusione. Se manca uno sguardo condiviso si spegne anche l'entusiasmo, passata l'adrenalina dell'emergenza. Sapere, ad esempio, cosa fare delle cosiddette 'Aree interne' del Paese è un modo concreto per fare chiarezza rispetto ad un contesto che va rigenerato non per ostinazione, ma per necessità. Perché l'Italia senza i borghi dell'Appennino non è più la stessa».

«Occorre però che su questa priorità - ha aggiunto il vescovo di Rieti nella sua omelia - si converga quando si decide di infrastrutture, servizi sociali, opportunità culturali. Più che una visione in questi tre anni si è affermata una limitazione che coincide con il proprio 'particulare'. L'ingenuità di cavarsela da soli, peraltro, è figlia di una mentalità diffusa: quella del 'prima io', che porta a non prendersi cura dell'insieme. Il rarefarsi della socialità, a dispetto dei social, è l'esito triste del restringimento mentale degli individui. E quando vien meno il campo largo sulla realtà la capacità di resistere scompare. Ritrovare una 'visione', è l'unica strada per sottrarsi alla paralisi di un'analisi senza speranza. Lo dobbiamo non solo ai nostri figli, ma anche a quelli che non sono più tra noi. La domanda vera - ha concluso Pompili -, infatti, non è 'Da dove vieni' quanto 'Dove vai?'».

 

 


 

 

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