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Terremoti, Ingv: più di 110 mila scosse da sisma agosto 2016 in Italia centrale

 

La sede INGV di Roma
La sede INGV di Roma

 
 
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L'area compresa tra Camerino e L'Aquila è ancora oggi interessata da una sismicità persistente

     

dalla Redazione
venerdì 23 agosto 2019 - 08:07


La «sequenza sismica che ha interessato l'Appennino centrale con numerose scosse di magnitudo maggiore di 5 tra il 24 agosto del 2016 e il 18 gennaio del 2017 non è ancora conclusa; infatti l'area compresa tra Camerino e L'Aquila è ancora oggi interessata da una sismicità persistente che presenta un rilascio di energia maggiore rispetto a quanto accadeva prima del 24 agosto 2016». Così Lucia Margheriti, primo ricercatore dell'Osservatorio nazionale terremoti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, attuale responsabile del gruppo di lavoro del Bollettino sismico italiano, fa il punto della situazione, insieme ad altri ricercatori, sul blog "Ingvterremoti", a tre anni di distanza dal sisma che colpì l'Italia centrale.

«In totale - prosegue Margheriti - l'Ingv ha localizzato nell'area della sequenza sismica più di 110000 eventi sismici, grazie al lavoro dei turnisti del Servizio di sorveglianza sismica e agli analisti del Bollettino sismico italiano che hanno analizzato tutte le forme d'onda disponibili, comprese quelle registrate dalle stazioni sismiche temporanee installate dal Gruppo operativo di emergenza Sismiko. In totale, fino ad agosto 2019, gli eventi con magnitudo maggiore o uguale a 2.0 sono 14367; tra questi, 74 hanno magnitudo maggiore o uguale a 4.0».

«Gli eventi localizzati tra il 24 agosto ed il 25 ottobre 2016, che quindi possiamo definire aftershocks del terremoto di Amatrice - conclude Margheriti - sono 20823 di cui 2706 con magnitudo magnitudo maggiore o uguale a 2.0. Di questi, 17 hanno magnitudo maggiore o uguale a 4.0».

 

 


 

 

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