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Coda di 7 chilometri sulla statale per il rifacimento del manto stradale

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Terremoto: nuova scuola Accumoli con 2 anni ritardo, ora zero iscritti

 

Accumoli, Zingaretti posa la prima pietra della nuova scuola
Accumoli, Zingaretti posa la prima pietra della nuova scuola

 
 
virgolette

Il 7 agosto 2018 la posa della prima pietra

     

dalla Redazione
giovedì 22 agosto 2019 - 19:33


A tre anni dal terremoto che ha devastato il Centro Italia, cambiando per sempre il volto di decine di Comuni tra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, ad Accumoli, borgo della provincia di Rieti che fu epicentro del sisma del 24 agosto 2016, è a rischio la permanenza e la sopravvivenza delle attività commerciali che hanno riaperto tra le mille difficoltà, e di servizi pubblici essenziali come la scuola, che ha perso la quasi totalità dei 22 iscritti in vista del nuovo anno scolastico.

Il nuovo allarme è lanciato dagli amministratori del Comune terremotato, alla vigilia del terzo anniversario della tragedia, che solo ad Accumoli ha fatto registrare 11 vittime. La neoeletta sindaca Franca D'Angeli lancia per prima l'allarme sulla scuola dell'infanzia e primaria, seguita dal suo vice Stefano Petrucci, già primo cittadino nei giorni dell'emergenza.

«La nuova struttura sarebbe dovuta essere consegnata alla comunità a settembre del 2017, invece è arrivata solo lo scorso luglio - dicono i due - nel frattempo i bambini del Comune (22 in tutto) si sono iscritti nei plessi dei vicini Comuni di Arquata del Tronto e Amatrice, con la conseguenza che ora la nuova scuola, arrivata con due anni di ritardo, rimarrà chiusa».

C'è poi il problema di quelle attività commerciali che «con coraggio e sacrifici hanno riaperto, in un territorio dove il popolo delle seconde case, che rappresenta una parte fondamentale dell'economia di questi territori - spiegano ancora i due amministratori - non viene messo nelle condizioni di fare ritorno. Pertanto, di fronte ad un progressivo spopolamento di questi territori, il futuro di chi e' rimasto nonostante tutto è più che mai incerto. Perché qui è tutto fermo, nell'ultimo anno non è stato fatto niente. Quanto ancora possiamo andare avanti così?».

 

 


 

 

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