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Intervista al nuovo sindaco di Accumoli Franca D'Angeli

 

© Il sindaco di Accumoli Franca D'Angeli
© Il sindaco di Accumoli Franca D'Angeli

 
 
virgolette

Continuano le nostre interviste ai nuovi primi cittadini del cratere sismico del 2016

     

di Gino Allegritti
martedì 4 giugno 2019 - 23:02


Eletta ad Accumoli con lo scarto di un solo voto, Franca D'Angeli ci ha illustrato come intende procedere con la sua Giunta nei prossimi mesi.

Ad Accumoli c’è stata una situazione in bilico con un voto contestato. Il suo rivale, Francesco Nigro, ha ammesso da pochi giorni la sconfitta.  Quale messaggio vuole lanciare alla popolazione di Accumoli e all’opposizione?

C’è stato un voto di differenza e questo significa che noi, come maggioranza, dobbiamo riflettere su questa. Abbiamo metà popolazione a favore l’altra metà non direi “contro”, ma piuttosto che ha scelto un altro progetto, più o meno simile al nostro, ma con persone diverse.
Da parte nostra, e ne parlavo con Francesco Nigro addirittura prima delle elezioni e anche durante lo spoglio, c’è la massima disponibilità. Questo rimane la mia idea.  Lo dirò anche venerdì al Consiglio Comunale, e anzi, spero, ci sia un progetto comune, un’idea comune da portare avanti: insieme si può procedere per un obiettivo comune che possa essere positivo per il territorio. Quindi assolutamente da parte mia c’è disponibilità incondizionata, ma riporto anche il pensiero di tutta la maggioranza.

È sotto gli occhi di tutti che qualcosa non stia funzionando nell’iter della ricostruzione.
Avete qualche idea per provare a far ripartire (o per meglio dire a far partire) la ricostruzione?


Noi è un anno che siamo quasi completamente fermi.. perfino con le stesse macerie nulla va avanti. Va detto che noi avevamo già fatto la microzonazione sismica per tutto il territorio del comune, per tutte le frazioni e quindi sappiamo dove ricostruire e sappiamo quali sono i paesi che non possono essere ricostruiti. Purtroppo però la normativa e la burocrazia non ci vengono a favore. Adesso stiamo puntando su quelli che erano i progetti in essere che si stanno avviando e completando e sugli altri, che invece devono essere avviati a breve. Sono progetti spendibili da un punto di vista lavorativo: perché per la ricostruzione degli edifici cercheremo di relazionarci con le varie autorità per cercare far snellire un po’ le normative, ma per quel che riguarda questi progetti ci teniamo tantissimo. Soprattutto per l’insediamento produttivo nella frazione di Grisciano dove abbiamo addirittura diciotto manifestazioni di interesse. Lì ci sarebbero tanti posti di lavoro per i nostri giovani e anche per i giovani di fuori. Dobbiamo puntare sul lavoro, non possiamo assolutamente aspettare, altrimenti le persone se ne vanno e le famiglie che stanno fuori e che potrebbero ritornare non ritornano. Questo dobbiamo andarlo a dire anche nei tavoli importanti dei nostri politici.

Qualche giorno fa abbiamo intervistato Antonio Fontanella, nuovo sindaco di Amatrice. Come intendete interfacciarvi ai vostri “vicini” in modo particolare con i “compagni di sventura” quindi Amatrice ed Arquata del Tronto?

Io ho parlato sia con il sindaco di Amatrice che con quello di Arquata e abbiamo detto che se ci dobbiamo muovere ci dobbiamo muovere in tre. In tre, più gli altri che si aggiungeranno. Nelle varie riunioni ci sono stati circa una settantina di sindaci uniti per portare insieme le problematiche del terremoto.
È inutile muoversi singolarmente: non dobbiamo parlare di Accumoli, Amatrice Arquata, ma di territori.
Perché le problematiche di Arquata sono uguali a quelle di Amatrice ed uguali a quelle di Accumoli.
Quindi è insieme che dobbiamo andare nei luoghi “importanti” per avanzare le nostre richieste.

Proprio Fontanella ci ha parlato dell’idea di proporre una speciale Zona Franca Urbana limitata ai soli tre comuni totalmente distrutti dal sisma (Accumoli, Amatrice, Arquata) e per un periodo di tempo piuttosto lungo. È anche per voi questa la strada da percorrere per sostenere l’economia locale o avete altri progetti?

Assolutamente sì. Siamo d’accordissimo e ne parlavamo già prima. Noi siamo un’amministrazione che c’era già prima. Siamo assolutamente d’accordo. Questo è uno dei punti per poter tentare una ripresa perché, altrimenti, le aziende e le attività sono in difficoltà. Qui non c’è molta “economia”. Questo è il primo passo da fare e lo faremo insieme: credo anche di parlare anche a nome di Arquata.

Un altro tema di cui abbiamo parlato con Fontanella è la ricostruzione del Grifoni. Come intendete approcciare la questione della ricostruzione dell’ospedale di zona?

Anche questo era un argomento già trattato prima in quanto l’ospedale di Amatrice negli anni ha avuto sempre delle difficoltà e si prospettava spesso la chiusura. Per evitare questo era anche parlato di uno spostamento. Ora, con il terremoto, noi siamo d’accordo (e penso di esprimerne il pensiero di tantissima gente) che sia spostato sulla Salaria. E’ il discorso del territorio e non del singoli Comuni: l’ospedale non è di Amatrice è del territorio. Stando sulla Salaria è un posto comodo e raggiungibile e potrebbe avere naturalmente tantissimi utenti. Riportarlo, più o meno, nella zona di Amatrice penso che riproporrebbe dì lì a breve le stesse problematiche di prima del terremoto.

Quindi voi sareste favorevoli all’ipotesi “Torrita”?

Si, assolutamente si.

Quali sono le criticità locali, cioè legate al territorio di Accumoli, nel percorso della ricostruzione?

Abbiamo delle frazioni che sono state già delocalizzate ed è già tutto organizzato. Dalla microzonazione sono risultate parecchie frane: abbiamo un territorio difficile per la ricostruzione, lo era anche prima ed ora con il terremoto si è aggravata la situazione. Delle frazioni devono essere spostate: per farlo bisogna individuare un nuovo luogo e spesso questi siti hanno problemi idrogeologici, i famosi dissesti: un disastro. Ci sono veramente delle grandi difficoltà. Però attualmente siamo riusciti ad individuare le località adeguate.

Come pensate di riportare ad Accumoli “il popolo delle seconde case” che era importante risorsa economica per il territorio?

Abbiamo già individuato tre zone dove poter realizzare delle aree attrezzate. Però i finanziamenti, ad oggi, sono pochi e qui dovremo intervenire ed andare nuovamente a chiedere. Su questo punto bisogna insistere e dobbiamo insistere il prima possibile. Ci viene richiesto in continuazione. Abbiamo avuto qualche giorno fa circa 200 persone del nord che sono venute a fare una Marcia, un ottimo successo: insieme a loro sono tornati i nostri cittadini che abitano a Roma e che hanno qui le seconde case e che ci hanno supplicato in tal senso. E un punto prioritario quello di andare nuovamente a contattare le istituzioni addette alla ricostruzione per avere l’opportunità in breve tempo di sbloccare i fondi per l’urbanizzazione di queste aree.

Ci può dare una lista di priorità che la Sua amministrazione seguirà?

Assolutamente tutti i lavori in corso, il campetto di Accumoli, la zona PIP (piano di insediamento produttivo) della frazione di Grisciano. Dobbiamo insistere su questo ultimo punto: le persone che hanno interesse ad investire in questo territorio lo debbono fare in tempo breve per dare la possibilità di un lavoro per i giovani e, forse, per far tornare qualcuno nel territorio.

 

 

 


 

 

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