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Danza, la storia di Roberta Muggia rimasta in Sabina per amore della sua terra

 

Roberta Muggia
Roberta Muggia

 
 
virgolette

Ad Osteria Nuova la sua scuola di ballo «La Libellula»

     

di Giuseppe Manzo
venerdì 24 maggio 2019 - 08:57


Per “Aspera ad Astra” non è solo il titolo del bellissimo spettacolo di danza della scuola sabina “La Libellula”, che ebbe luogo nel giugno 2018 al teatro Flavio Vespasiano di Rieti, ma è forse la locuzione latina che più racchiude il senso della fatica e della determinazione della vita della ballerina e insegnante reatina di danza, Roberta Muggia, che ha dedicato la sua esistenza al ballo e ai bambini.

All’età di sei anni Roberta aveva capito che la sua vita sarebbe stata la danza e da quel momento tutte le sue energie sono state investite nell’antichissima arte coreutica. Dopo un lungo percorso di studi in diverse discipline della danza, durante il quale frequentò “stages” con maestri di fama mondiale, nel 2005 superò brillantemente l’audizione per accedere alla prestigiosa Accademia Nazionale di Danza di Roma, dove conseguì con il massimo dei voti i diplomi di primo e secondo livello in Arti Coreutiche.

Completati gli studi, Roberta Muggia non si fermò, ritenendo che la formazione continua e l’aggiornamento professionale fossero indispensabili per una ballerina e un’insegnante di danza. Per questo seguì con continuità i corsi del teatro dell’Opera di Roma. Gli studi e gli spettacoli la portarono in giro per l’Italia e l’Europa, ricevendo premi e riconoscimenti ed entrando in contatto con grandi maestri e coreografi della danza classica e moderna.

Il successo creò per Roberta Muggia alcune interessanti opportunità di lavoro in Italia e all’estero, che, però, l’avrebbero portata lontano dalle sue radici, dalla terra che ama e nella quale è sempre tornata. Anche se Rieti e la sua provincia sono avare con i giovani che cercano opportunità senza dover partire. Ma la nostra Roberta, che è una donna forte e determinata, come tante donne reatine, non si arrese e decise nel 2012, con grandi sacrifici, di aprire una scuola per diffondere e sviluppare la danza e al contempo per offrire ai bambini una possibilità.

La vocazione di Roberta per l’insegnamento ed il contatto con i bambini, che lei definisce con – tatto, si era già capita dalla sua tesi di laurea, incentrata sul ruolo dell’insegnante, dove citando la poetessa ed educatrice cilena, Gabriela Mistral, scrisse “aiutami Signore affinchè ognuno dei miei bambini diventi la poesia migliore”. Nacque così in Sabina, in località Osteria Nuova, la scuola di ballo “La Libellula”, con l’intento di diffondere l’arte della danza in tutte le sue espressioni.

Oggi la Libellula è una scuola che offre ai bambini dai tre anni in poi vari corsi di danza classica e contemporanea, che la maestra Roberta Muggia dirige con responsabilità e amore per trasferire alle bambine e ai bambini le sue competenze ed esperienze, con la massima attenzione all’aspetto educativo e formativo. Accanto all’attività di formazione, attraverso regolari corsi annuali, la scuola organizza spettacoli e partecipa a eventi, allo scopo di dare la possibilità ai bambini di esibirsi e di fare esperienza e alle famiglie di avere momenti di festa, come avviene ogni anno e come succederà il prossimo 16 giugno, domenica, con uno spettacolo imperdibile di “danza su tela” al teatro Flavio Vespasiano di Rieti, che avrà per tema l’eterno ciclo della vita.

Lo spettacolo narra della vita dove giorno, notte, stagioni, si alternano costantemente. E ogni essere vivente di questo nostro mondo partecipa a questo ritmo come in una danza. Il respiro e il battito cardiaco scandiscono come un orologio la contrazione e l’espansione del nostro cuore. E come ogni anno la maestra concluderà l’esibizione ringraziando i suoi bambini e le sue bambine e dicendo: “Siete la mia gioia, mie piccole grandi stelle”.

L’Asd “La Libellula” non è solo un scuola di danza ma è anche un luogo dove si fa solidarietà per varie associazioni di volontariato, nato per offrire alle famiglie reatine un’alternativa, per far trascorrere utilmente e piacevolmente il tempo libero ai loro figli. In un territorio che purtroppo ai bambini offre poco. E non solo ai bambini.

 

 


 

 

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