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Terremoto, Ceriscioli: una ditta non a posto su 2mila? Positivo

 


 
 
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Il Presidente della regione Marche sui rilievi Anac alle Procure su ditte e controlli

     

dalla Redazione
martedì 5 febbraio 2019 - 19:20


«Una ditta non a posto» per un debito con Equitalia da «150mila euro», su un «monte di 2mila imprese che hanno lavorato in subappalto, non da' una quadro di per sé preoccupante». Così il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli sulle segnalazioni dell'Anac alle procure di Rieti e Ancona in ordine ai controlli sull'affido dei lavori di fornitura, trasporto e montaggio delle Sae, le casette realizzate per i terremotati. Sui controlli, osserva Ceriscioli, «i tecnici hanno fatto il loro lavoro, tenuto conto di tutto, perché è facile dietro una scrivania a giudicare, più complicato quando sei in mezzo ai problemi e stai operando».

«Abbiamo gli esiti dei controlli - dice il presidente - sono stati chiesti alle Prefetture i certificati antimafia delle ditte che dovevano fornirli, non è arrivato nessun riscontro negativo. Nessuna ditta è stata segnalata come priva delle necessarie certificazioni». «I controlli sui subappaltatori sono stati quasi 2mila, un numero veramente importante: è risultata non a posto una ditta che era in Ati con un'altra, neanche capofila, che aveva dichiarato sotto la sua responsabilità, e dunque dichiarato il falso, di essere a posto con tutti gli aspetti contributivi. In realtà aveva un debito con Equitalia di circa 150 mila euro».

«Su un monte di 2mila imprese che hanno lavorato in subappalto - afferma ancora Ceriscioli - che ce ne sia una che ha dichiarato il falso: non va bene, verrà perseguita ma non da' un quadro di per sé preoccupante. In un'attività emergenziale fatta in un contesto che conosciamo aver avuto questi risultati è positivo - osserva -. A me ha sorpreso, pensavo fossero a rischio più casi di quelli emersi e, quindi, un quadro tutto sommato rassicurante. Dai controlli è quindi emerso che il quadro è sostenibile, non è fuori controllo, lo dico per i risultati. Nell'emergenza è chiaro che bisogna correre, ma nel momento in cui c'è stato tempo per guardare le carte è emerso un quadro positivo».

 

 


 

 

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