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Il vescovo di Rieti sfida al calcetto gli alunni del Tecnico agrario

 

Mons. Domenico Pompili in azione
Mons. Domenico Pompili in azione

 
 
virgolette

«È vero, ho 53 anni, ma a pallone ho giocato» afferma Monsignor Pompili

     

di Valer
mercoledì 28 novembre 2018 - 08:09


Il Vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili, non smette di stupire. Martedì mattina Sua Eccellenza – più semplicemente Monsignor Domenico – si è cimentato in una partita di calcetto con gli alunni delle classi terze dell’Istituto Tecnico Agrario facente capo al Luigi di Savoia di Rieti. Il vescovo Pompili non ci ha pensato su due volte e così, in calzamaglia e calzoncini, t-shirt e scarpe da ginnastica è sceso in campo con ragazzi molto, molto più giovani di lui. Non tradisca l’età anagrafica.

«È vero, ho 53 anni, ma a pallone ho giocato – afferma simpaticamente Monsignor Pompili – d’altronde nei seminari il gioco del calcio, unitamente al calcio balilla, sono di casa. Si è presentata l’opportunità di affiancare questi bravi giovani del Tecnico Agrario a conclusione di un percorso di vita e didattico incentrato sul Cammino di Francesco e non mi sono lasciato sfuggire l’occasione». Il Vescovo Pompili, ovviamente un po’ appesantito rispetto a compagni di squadra ed avversari, ha testimoniato di avere un tocco di palla degno del miglior Totti ed un fiuto del goal che nulla ha da invidiare a Cristiano Ronaldo.

«La partita è finita 7-6, ma la squadra nella quale ho militato ha perso – afferma non senza un briciolo di delusione Monsignor Domenico – però mi sono fatto valere perché ho realizzato 4 goal: non male per uno della mia età!». All’evento hanno assistito il Preside Vicario, Prof. Alessandro Albanese che ha surrogato l’assenza del DS, prof.ssa Maria Rota Pitoni, impegnata a Roma al MIUR ed i docenti che hanno portato avanti il Progetto correlato a “Il cammino di Francesco” che ha coinvolto le due classi terze del Tecnico Agrario, docenti Livia Orfei, Simone Santoro e Rosanna Criscuolo.

«L’idea di disputare questa partita di calcetto è stata proprio del Vescovo Pompili – dice la Prof.ssa Rosanna Criscuolo – alcuni giorni or sono siamo andati a trovarlo con gli allievi a casa sua, ci ha offerto il caffè ed ha sfidato i nostri ragazzi». «La disponibilità della nuova palestra presso il Polo Didattico – interviene la Prof.ssa Simona Santoro – è stata una ottima e ghiotta opportunità che non ci siamo lasciati sfuggire per organizzare questo evento bello e singolare». Il percorso ha coinvolto anche la docente di lingua italiana, prof.ssa Livia Orfei, con riferimento all’aspetto storico e letterario de “Il cammino di Francesco”.

«Abbiamo affrontato tutte le tematiche relative a quell’epoca storica – asserisce la Orfei – l’affermarsi della lingua “volgare” ed Il Cantico delle Creature come prima opera letteraria di quell’epoca. In tale contesto ho voluto rimarcare, al cospetto di Sua Eccellenza, la ricchezza umana dei nostri allievi che sono aperti all’inclusione e, quindi, alla pratica dello spirito francescano nel senso più vero e profondo, soprattutto cristiano». Al termine della partita il Vescovo Pompili, i docenti e tutti gli allievi delle classi terze hanno approfittato di un bel rinfresco offerto dalla Scuola Tecnico Agraria e, più propriamente, organizzato e gestito dal Responsabile dell’Azienda Agraria, Prof. Domenico Quirini che ha avuto luogo presso i locali della cantina e del birrificio della scuola, presso “le casette” del vecchio manicomio.

«È la seconda volta che mi reco qui, tra voi, in questa cantina – ha detto il vescovo Pompili rivolgendosi ai ragazzi e alle ragazze della scuola agraria – così apprezzo una volta di più la bontà di questo indirizzo di studi che è strettamente correlato alla pratica agricola, intesa come coltivazione e trasformazione dei prodotti. Siete dei bravi giovani anche se, durante la partita, ho notato che taluno di voi è ricorso a qualche perifrasi per evitare d’incorrere nel peccato – ha benevolmente ammonito monsignor Domenico, sorridendo, a propria volta accolto dalle risa dei ragazzi – ricordate che questa non è una “scuola di serie B”, ma è una grande scuola e, inoltre, se frequentata con profitto, può schiudervi le porte al mondo del lavoro attraverso la creazione di tante, nuove professioni legate al mondo dell’agricoltura. Pertanto applicatevi a scuola, profondendo lo stesso impegno come avete fatto oggi giocando a calcetto con me».

 

 


 

 

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