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Indagine congiunturale Pmi Federlazio Rieti: primi timidi segnali di ripresa

 

© Un momento dell'incontro (Massimo Renzi)
© Un momento dell'incontro (Massimo Renzi)

 
 
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«Dopo tanti anni di segnali negativi per la nostra economia cominciamo a vedere la cosiddetta luce in fondo al tunnel» dice Bianchino

     

dalla Redazione
martedì 6 novembre 2018 - 14:21


La Federlazio ha presentato la consueta Indagine Congiunturale sullo stato di salute delle Pmi della provincia di Rieti. L’Indagine, svolta su un campione rappresentativo di imprese associate, è stata presentata oggi nel corso di una conferenza stampa dal presidente della Federlazio di Rieti, Riccardo Bianchi, e dal Direttore Davide Bianchino. Per l’occasione è intervenuto anche l’Assessore al Lavoro della Regione Lazio Claudio Di Berardino che ha commentato i risultati dell’indagine davanti ai membri del Consiglio Direttivo di Federlazio.

Quello che emerge dalla nostra rilevazione sulle Pmi reatine del I semestre 2018 è un quadro finalmente positivo. Rispetto allo scorso semestre migliorano tutte le rilevazioni: ordini, fatturato, produzione sono tutti in aumento, sia sul mercato nazionale che estero, a conferma delle previsioni fortemente ottimistiche segnalate sei mesi fa. Ci troviamo di fronte a miglioramenti positivi ma ancora lievi, per ora possiamo quindi parlare di “timidi” segnali di ripresa.

Il saldo di opinioni sull’andamento degli ordinativi ricevuti dal mercato nazionale fa un bel balzo in avanti rispetto al semestre precedente, passando oltretutto ad un saldo positivo: da -4 a +3. Ancor più positive le previsioni per la seconda metà dell’anno in corso (+13,8).

Anche gli ordinativi dal mercato UE sono positivi con il saldo di opinioni che passa da -5,5 a 0. Meno ottimistiche in questo caso le previsioni sul prossimo semestre (-12,5). Ottimo il saldo registrato sul mercato Extra UE (da -8 a +12,5), peraltro costante anche nelle previsioni: +12,5.

Per quanto riguarda il fatturato dal mercato nazionale, registriamo anche qui una ripresa del saldo di opinione che passa da -8,5 a -5,8. Anche le previsioni sul secondo semestre sono buone e con un saldo positivo (+8,4) Molto buono anche il fatturato derivante dal mercato UE che passa da -6,1 a 0,5, con una previsione sul secondo semestre che si mantiene praticamente costante (+1). Sale anche il saldo Extra UE (da -2,8 a 0) con una previsione sul prossimo futuro ancor più ottimistica (+12,5).

In linea con questo andamento positivo è anche il dato del saldo sulla produzione (da -6,5 a -3,7). Anche in questo caso sono molto ottimistiche le previsioni (+12,1).

Piccolo ma costante il miglioramento sul fronte degli investimenti: il 44,2% delle imprese intervistate ha dichiarato di averne effettuati nel primo semestre 2018 (era il 43,5% nel semestre precedente). Di queste, il 15,8% ha fatto investimenti in Ricerca e Sviluppo. Anche le prospettive future sembrano far trasparire una certa fiducia, con una previsione che sale leggermente (45,6%).

I dati sull’occupazione si dimostrano costanti rispetto al precedente semestre (da +7,3 a +7,8). Molto simili anche le previsioni sul prossimo semestre (+8,4). Una dimostrazione del fatto che non si può parlare ancora di ripresa consolidata.

Il questionario della nostra indagine anche quest’anno ha affrontato il tema dello sviluppo delle risorse umane e degli investimenti in formazione. Le risposte complessive ci confermano anche questo semestre che sono ancora poche le aziende che hanno fatto ricorso a tali forme di agevolazione per la formazione delle risorse umane aziendali (fondi pubblici o fondi interprofessionali), seppur in aumento rispetto al semestre scorso (complessivamente dal 9% al 12,2%). Il dato sale però molto nella previsione sul prossimo semestre (22,2%).

Questi dati ci confermano anche il lavoro che Federlazio sta svolgendo da circa un anno in maniera massiccia per quanto riguarda i fondi interprofessionali. Grazie infatti ad una convenzione fatta ad hoc, stiamo fornendo alle aziende assistenza completa (e soprattutto gratuita) per sfruttare i Fondi a loro disposizione. Si tratta di un’operazione lunga che coinvolge tutto il territorio reatino, ma che sta dando già i suoi frutti. Sono infatti molte le imprese che hanno già avviato richiesta tramite Federlazio ed ora sono solo in attesa di ottenere il via libera definitivo per organizzare la formazione gratuita in azienda.

Dallo scorso semestre sono state introdotte nel questionario alcune domande relative alla presenza sui mercati esteri. Dalle risposte emerge che la maggior parte delle imprese di Rieti (68,1%) non è internazionalizzata, un valore però in diminuzione rispetto allo scorso semestre. Questo perché, di contro, è salita molto la percentuale di imprese che invece ha dichiarato di essere significativamente internazionalizzata (13,9% rispetto al 3% dello scorso semestre). Tra i motivi per i quali l’azienda non opera sui mercati internazionali, la maggior parte (61,4%) risponde “perchè il mercato nazionale assorbe completamente la produzione”.

Anche questo semestre abbiamo voluto cogliere la percezione delle imprese sull’attuale situazione economica, secondo il loro punto di vista. Le opinioni raccolte tra le imprese della provincia confermano una visione leggermente più ottimistica rispetto al semestre precedente. Infatti, la somma delle due risposte di carattere ottimista (“Si stanno realizzando le condizioni per raggiungere un equilibrio economico” e “Si può guardare con una certa tranquillità al futuro”) ci da un valore superiore a quello registrato nel semestre precedente (41,2% contro 36,5%).

«Dopo tanti anni di segnali negativi per la nostra economia, - dichiara il Direttore di Federlazio Rieti, Davide Bianchino - ulteriormente peggiorati dopo i tragici eventi del sisma, cominciamo a vedere la cosiddetta luce in fondo al tunnel. È ancora presto per parlare di una vera ripresa, ma il fatto che ci sia stata una conferma alle ottimistiche previsioni fatte lo scorso semestre dagli imprenditori, ci fa decisamente ben sperare. I dati, oltretutto, acquistano un significato ancor più forte se confrontati con quelli Istat regionali che confermano questo trend. Ora però non dobbiamo mollare la presa, questo è il momento più delicato: il rischio di vedere vanificati gli sforzi fatti in tutti questi mesi è sempre dietro l’angolo. Dobbiamo invece impegnarci ancor di più per fare in modo che questa ripresa, oggi accennata, si possa consolidare nei mesi e negli anni a venire. Ed è proprio per questo motivo che oggi abbiamo voluto presentare la nostra indagine con l’Assessore regionale Di Berardino. Per commentare insieme a lui l’attuale situazione economica e per chiedere di dare impulso agli sforzi fatti fino ad ora. Mondo del lavoro e Politica da oggi in poi dovranno parlare la stessa lingua, molto più che in passato. La disponibilità e l’impegno che fino ad ora l’Assessore Di Berardino ci ha dimostrato, sono un ottimo punto di partenza su questo aspetto nei confronti della Regione».

«Finalmente - sottoline ail Presidente di Federlazio Rieti, Riccardo Bianchi - arrivano segnali positivi dalle imprese reatine. In Federlazio abbiamo una rappresentanza molto vasta di categorie economiche, sapevamo che alcuni settori andavo meglio di altri. Oggi però cominciamo a riscontrare un miglioramento generalizzato e questo è un aspetto importantissimo per il nostro territorio. L’Assessore Di Berardino, che conosce bene il nostro territorio, ha infatti subito accettato volentieri il nostro invito a partecipare in quanto questi nuovi dati meritano una riflessione più approfondita del solito. Oggi ci troviamo ad un passaggio di ciclo delicato, dove assistiamo a ridefinizioni e riposizionamenti dei sistemi economici. Dobbiamo mettere in atto azioni forti e di ampia visione finalizzate al sostegno di una economia che, oggi lo dicono anche i numeri, è tutt’altro che ferma. Tradotto sul nostro territorio, è fondamentale puntare con decisione sulle infrastrutture, intanto con la messa in sicurezza definitiva della Salaria e con il completamento della Rieti-Torano. È ora di dire basta alle stragi stradali e a questo isolamento infrastrutturale che vive Rieti. Altro tema importante da cui si può ripartire riguarda la gestione del servizio idrico integrato. Il cosiddetto piano d’ambito prevederà investimenti notevoli per il rinnovo e l’ammodernamento delle infrastrutture, quali ad esempio gli acquedotti, le reti fognarie e gli impianti di depurazione. Si tratta di molte decine di milioni di investimenti che potrebbero trasformarsi in grandi opportunità per il nostro sistema delle imprese».

«Come accennato, poi, - aggiunge Bianchi - nel corso della nostra Assemblea Generale dello scorso anno a proposito del Polo della Logistica, sarebbe auspicabile lo sviluppo di un sistema complesso che, partendo dai due poli, Rieti-Cittaducale e Passo Corese-Fiano Romano, sia in grado di rilanciare l’intera provincia reatina, partendo dalle risorse del territorio, dalla valorizzazione delle stesse e dalle loro necessità. Infine, un cenno alla rigenerazione urbana. La relativa Legge regionale ha aperto sicuramente una nuova strada in questo senso. Ora però è il momento di sfruttarla e dare seguito alle sue potenzialità. Che sono quelle di “rigenerare” l’attuale patrimonio edilizio esistente, salvaguardando il paesaggio e quindi l’ambiente, e al tempo stesso di dare nuova vita ad un settore che da anni vive una profonda crisi. Una crisi che però ha dato qualche segnale di vitalità proprio sotto la voce ristrutturazioni. Dobbiamo passare dal concetto del “costruire” a quello del “recupero”. E in un territorio come il nostro, dove molti Comuni (Rieti in primis) necessitano di ristrutturazioni anche pesanti dovute agli effetti rovinosi del sisma sugli immobili, questo può trasformarsi realmente in una grande opportunità di rilancio per tutto il comparto».

 

 


 

 

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