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Scuole a misura di studenti. Paolucci (Uil): «Rieti deve darsi una mossa»

 

© La scuola Sacchetti Sassetti
© La scuola Sacchetti Sassetti

 
 
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«Da noi c’è ancora tanto da lavorare, dobbiamo impegnarci per destinare le risorse necessarie alla costruzione di nuovi edifici scolastici»

     

dalla Redazione
martedì 23 ottobre 2018 - 10:06


«Siamo al cinquantacinquesimo posto, prima di Frosinone (che si trova due posizioni più in basso) e Latina che occupa l’ottantunesimo. La vicina Terni è invece al ventunesimo. Soltanto pochi numeri che ci aiutano a contestualizzare la situazione della nostra provincia nel settore dell’edilizia scolastica. I dati vengono dal rapporto di Legambiente Ecosistema Scuola 2018, la scuola non è uguale per tutti. Ed è proprio così: le differenze tra le aree geografiche del Paese ci sono e pesano». Lo dice Alberto Paolucci, Segretario generale della Uil Rieti e Sabina Romana.

«Il rapporto viene presentato annualmente – ricorda Paolucci – e fornisce indicazioni alle istituzioni sia sul tasso di innovazione che su quello dei servizi scolastici. Per quanto riguarda la nostra provincia, dal dossier riusciamo a dedurre che Comune e Regione devono impegnarsi di più in una seria programmazione con investimenti, innovazione e interventi continui – afferma Paolucci – perché la posizione in classifica che l’associazione ambientalista dà a Rieti non è certo lusinghiera. Il modello che dobbiamo invece seguire è quello di Cosenza. Sempre dallo studio scopriamo infatti che il capoluogo calabro si è distinto negli anni passati per la sua attività certosina e oggi può dire di avere tutte le scuole con le certificazioni richieste. Ciò è stato possibile grazie al lavoro di reperimento di fondi sia nazionali che regionali. Fondi che anche le istituzioni locali devono iniziare a reperire e stanziare».

«Da noi, insomma, c’è ancora tanto da lavorare – conclude Paolucci – dobbiamo impegnarci per destinare le risorse necessarie alla costruzione di nuovi edifici scolastici oppure al loro adeguamento sismico nonché all’efficientamento energetico. È un compito che non possiamo rimandare, perché in gioco c’è il futuro dei nostri studenti».

 

 


 

 

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