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Terremoto: Pirozzi, il nuovo commissario dia prioritą ai comuni colpiti dalla distruzione

 

Sergio Pirozzi
Sergio Pirozzi

 
 
virgolette

Il professore Piero Farabollini nuovo commissario straordinario alla ricostruzione del terremoto che ha colpito il centro Italia due anni fa

     

dalla Redazione
sabato 6 ottobre 2018 - 11:09


«Con la nomina del nuovo commissario alla ricostruzione deve arrivare anche una visione diversa dei problemi del territorio colpito dal sisma del 2016. Una visione che tenga finalmente conto dell’unico punto fermo: c’è stato un terremoto che ha distrutto interi paesi e intere comunità. Sono queste le esigenze prioritarie, che come presidente della Commissione Ricostruzione della Regione Lazio, intendo sottoporre al più presto al nuovo commissario. Vanno rivisti i perimetri dei crateri. Tra i comuni colpiti esistono delle condizioni molto diverse, che richiedono di conseguenza anche modalità di intervento molto diversificate».

«Le problematiche di Amatrice, Accumoli, Arquata, Cascia, Castel Santangelo sul Nera, Norcia, Pieve Dorina, Ussita, Visso (e altri facilmente deducibili dalla percentuale di edifici inagibili), non possono essere le stesse dei comuni colpiti in maniera marginale. Spero che Farabollini lavori in questa direzione, anche chiedendo il ripristino di quelle norme che inizialmente erano state recepite, ma che poi sono scomparse -vorrei sapere perché- dal testo finale del decreto su Genova e sulle zone terremotate firmato da Mattarella. Inoltre vanno accelerati i processi di ricostruzione attraverso l’abbreviazione dei tempi previsti per i bandi di gara, serve la redazione di un codice unico della ricostruzione, vanno adottate norme che tengano conto delle difformità edilizie gravi che possono bloccare la ricostruzione».

«C’è inoltre la necessità di inserire nella zona urbana franca speciale quelle categorie che fino ad oggi sono rimaste escluse, ad iniziare dai professionisti. Serve infine intervenire immediatamente sulla viabilità nelle aree distrutte. Il massimo poi sarebbe riuscire a riavere i soldi degli sms, destinandoli ai comuni che hanno avuto la distruzione, per dare loro la possibilità di fare interventi a sostengo di una popolazione stremata dall’attesa e dai ritardi. Le opere pubbliche finanziate finora con quei soldi, andrebbero invece finanziate con i fondi europei e nazionali già stanziati: 400 milioni di euro, di cui 56 milioni per Lazio e Umbria, 248 per le Marche, e 40 per l’Abruzzo. Ben venga un tecnico che, grazie alla sua formazione da geologo, può dare un eccellente contributo sul tema della prevenzione. Ma, come a Genova, è fondamentale l’apporto degli amministratori locali, gli unici che conoscono perfettamente i problemi reali».

Lo dichiara in una nota Sergio Pirozzi, Presidente della XII Commissione (Tutela del territorio, erosione costiera, emergenze e grandi rischi, protezione civile, ricostruzione) del Consiglio regionale del Lazio.

 

 


 

 

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