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Rieti, al via Incontriamoci: la kermesse Uil su democrazia e diritti

 


 
 
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«Un modo costruttivo di stare insieme» commenta Alberto Paolucci

     

dalla Redazione
sabato 8 settembre 2018 - 14:42


Il lavoro, il senso di legalità, i diritti che a partire dalla Costituzione garantiscono o dovrebbero garantire l’assetto democratico del nostro Paese, che ha conosciuto negli ultimi decenni percorsi tortuosi e di estrema difficoltà nella riaffermazione dei principi democratici. Basti pensare ai padri costituenti, ad Aldo Moro, la cui storia e il cui esempio continuano a essere motivo di dibattito e di interesse ancora oggi.

C’è tutto questo in “Incontriamoci, ricostruiamo il futuro”, la tre giorni organizzata dalla Uil di Rieti per discutere insieme - sindacati, istituzioni, cittadini - su come affrontare le emergenze e i problemi attuali partendo dalla storia e dai suoi valori. > Una kermesse che è diventata oramai un appuntamento costante della prima decade di settembre e che riesce a riunire, sotto la regia del sindacato territoriale, scrittori, professionisti, forze dell’ordine, parenti delle vittime del lavoro e/o del terrorismo, sindacalisti ovviamente e gente comune.

«Un modo costruttivo di stare insieme - ha commentato Alberto Paolucci, segretario della Uil Rieti, fondatore e artefice della manifestazione - per cercare di far fronte uniti ai problemi senza dimenticare da dove proveniamo». Non è un caso infatti che siano stati tributari omaggi a Attilio Piccioni, Elettra Pollastrini, Sandro Pertini o che sia stata intitolata una sala a Domenico Geraci, sindacalista Uil ucciso dalla mafia. O che si sia parlato di Aldo Moro, attraverso il libro scritto da un suo allievo, Giorgio Balzoni, e attraverso la testimonianza di Giovanni Ricci, figlio di Domenico, vittima della strage di via Fani.

«Un modo per ricordare a noi stessi che la democrazia non è affatto scontata - ha commentato il segretario generale della Uil del Lazio, Alberto Civica - e la cronaca purtroppo ce lo conferma. Basti pensare alla questione degli immigrati o dei femminicidi su cui si tende a fare spallucce perché non ci riguarda direttamente, perché tutto sommato è altro da noi. Bisogna fare attenzione perché in questo atteggiamento è a rischio la nostra stessa libertà che, per esistere, deve poggiare sul rispetto reciproco delle regole. Regole democratiche, ovvero realizzate insieme».

 

 


 

 

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