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Via Garibaldi nel degrado

 


 
 
virgolette

Non si scandalizzi se qualcuno difenderà il proprio diritto a vivere secondo le regole ed i costumi della nostra civiltà

     

di Chicco Costini
giovedì 6 settembre 2018 - 08:49


Quando poco più di un mese fa manifestammo sotto lo stabile di via Garibaldi, chiedendo l’allontanamento dei migranti, venimmo tacciati, dai buonisti in servizio permanente, di razzismo e xenofobia. La realtà di questi giorni dimostra che avevamo ragione, e che il degrado di una delle vie principali del nostro centro storico avanza senza che nessuno intervenga in modo risolutivo.

In medicina è chiaro il concetto che prevenire è meglio che curare, concetto che può tranquillamente essere traslato nella gestione della sicurezza sociale. In via Garibaldi si è oramai creata un’enclave di alogeni, di molti dei quali non si conosce neanche lo stato giuridico, si è insediato un luogo di culto la cui origine è quantomeno oscura, la sera si vedono comparire materassi dentro e fuori questa fantomatica “chiesa”, personaggi si aggirano con fare sospetto in parte nascosti nei vicoli o dietro le macchine parcheggiate.

Non sciogliere questo nodo significa attendere che avvengano episodi come quello di ieri. Ma attenzione non sempre le vittime saranno donne indifese o ragazzi della generazione erasmus, disponibili a subire senza reagire: in assenza di un intervento delle istituzioni, se qualcuno difenderà il proprio diritto a vivere secondo le regole ed i costumi della nostra civiltà, nessuno poi si scandalizzi.

 

 


 

 

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