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Prosegue a Cantalupo in Sabina la rassegna di cinema 'Parliamo di donne'

 

Luca Verdone e Simona Caparrini
Luca Verdone e Simona Caparrini

 
 
virgolette

Domani il film “Tutta la vita davanti”, di Paolo Virzì, tratto dal libro di Michela Murgia

     

di Eleonora Farneti
venerdì 3 agosto 2018 - 10:02


Nemmeno il temporale estivo ha impedito al pubblico di partecipare alla proiezione del film in programma alla Rassegna Cinematografica “Parliamo di donne. Le donne e il lavoro” del 3 agosto: “Scusate se esisto”, di Riccardo Milani e la irresistibile Paola Cortellesi, che ha interpretato il ruolo dell’architetta che ha successo all’estero, decide di ritornare in Italia e deve adattarsi a lavori marginali ed arrivare al punto di doversi fingere un architetto, per essere presa in considerazione.

Ma il film di presta a diverse letture e presenta realtà diverse, che sono state messe in luce durante il dibattito con il pubblico, alla fine della proiezione,  come di consueto, dal Direttore Artistico Luca Verdone e dalla ospite, Simona Caparrini, l’attrice ora impegnata nella fiction che apparirà su Canale 5, Dottoressa Giò.

Il film ha offerto molti argomenti di discussione: il ruolo della donna in ambito lavorativo, succuba – a volte per scelta, come nel caso del personaggio interpretato da  Lunetta Savino – del capo, che accudisce- servendogli il caffè, ricordandogli gli appuntamenti, le ricorrenze familiari- ma anche studiando e approfondendo, al suo posto, le tematiche professionali; la scarsa solidarietà femminile; la difficoltà di scegliere di avere un figlio per una donna che lavora; l’omosessualità e la difficoltà di confessarla ai propri familiari - come il personaggio di Raoul Bova deve fare con il figlio, che ha capito da solo – o nel proprio ambito lavorativo.

Ma la “riscossa” delle donne e di tutti coloro che lavorano nello studio dell’affermato professionista architetto (Ennio Fantastichini), da tutti compiaciuto, come ha detto un giovane spettatore, alla fine prevale: essere se stessi, affermare la verità è la via da percorrere per cacciare i pregiudizi – verso le donne, ma anche verso altre tematiche - e vivere anche con meno stress.

Il pubblico ha partecipato e commentato tutti questi argomenti, intrattenendosi per circa un’ora dopo la proiezione e gradendo anche l’interessante introduzione “colta”  della Caparrini, che si è soffermata, all’inizio, sulla commedia, sulla sua nascita, nel IV secolo in Grecia, su ciò che tratta – uomini e situazioni sotto la norma, che per questo ci fanno ridere, perché inferiori a noi – sulla commedia di caratteri, come quella dell’Arte, e quella di situazioni.

Alla fine della dibattito Luca Verdone e Simona Caparrini si sono congedati, dando l’appuntamento al 4 agosto con il film “Tutta la vita davanti”, di Paolo Virzì, tratto dal libro di Michela Murgia.








 

 

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