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Terremoto, Ingv: è possibile che la sequenza duri ancora

 

Carlo Doglioni
Carlo Doglioni

 
 
virgolette

Quella de L'Aquila del 2009 è proseguita per tre anni

     

dalla Redazione
martedì 10 aprile 2018 - 09:53


È probabilmente destinata proseguire la sequenza che si è attivata il 24 agosto 2016 nell'Italia centrale e che oggi ha portato al terremoto di magnitudo 4,6 nelle Marche. «È normale che una sequenza che ha mobilitato un volume così grande duri a lungo», ha osservato il presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) , Carlo Doglioni.

«Per una sequenza che ha mobilizzato un volume più piccolo, come quella legata al terremoto de L'Aquila del 2009, sono stati necessari tre anni per tornare a un'attività con valori confrontabili a quelli precedenti all'evento. È quindi possibile che la sequenza che si è attivata nell'agosto 2016 duri ancora non meno di un anno».

L'evento è stato 500 volte inferiore a quello di magnitudo 6,5 del 30 ottobre 2016 ha rilevato Doglioni. Quel forte terremoto, avvenuto vicino a Norcia, rientrava nella sequenza che si era attivata pochi mesi prima, il 24 agosto, e complessivamente nell'ambito della stessa sequenza sono state registrate 64 scosse simili a quella avvenuta oggi, ossia di magnitudo compresa fra 4 e 5. In tutti i casi a scatenarle è il meccanismo di tipo estensionale caratteristico dei terremoti dell'Appennino, nel quale la crosta terrestre subisce una sorta di 'stiramento' con un conseguente allargamento dell'Italia Centrale.








 

 

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