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Commercio ad Amatrice: la parola al presidente dell'Associazione Commercianti

 

© Il centro commerciale il Corso
© Il centro commerciale il Corso

 
 
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Enrico Maria Marini traccia il bilancio di questi primi mesi ad Amatrice

     

di Gino Allegritti
domenica 18 febbraio 2018 - 21:00


Ad Amatrice hanno riaperto la quasi totalità dei negozi divisi in due centri commerciali (Il Triangolo ed Il corso). E‘ ancora presto per tracciare un bilancio, ma è possibile già intuire che qualcosa non sta funzionando. Fatturato in crollo, viabilità compromessa, assenza dei turisti di ritorno “delle seconde case”, mancanza di un progetto organico per il futuro preoccupano i commercianti di Amatrice.

Parte, con l’intervista ad Enrico Maria Marini presidente dell’Associazione Commercianti di Amatrice (e lui stesso commerciante), un reportage del Giornale di Rieti che durerà qualche settimana e che ci porterà ad ascoltare le problematiche degli esercenti della cittadina dopo il terremoto.

Presidente come è la situazione del commercio ad Amatrice in questo momento?


La situazione del commercio di Amatrice è una situazione molto difficile perché in media abbiamo perso più del 60/70% del fatturato, questo per vari motivi: per mancanza del turismo delle seconde case, per mancanza di una viabilità adeguata e quindi adesso abbiamo passato l’inverno, storicamente il periodo peggiore per paesi di montagna come il nostro, e vediamo come sarà l’estate e che movimento ci sarà. Di sicuro è un commercio da scoprire; è impossibile basarci sulle certezze degli anni passati precedenti al sisma. Un altro problema serio da non sottovalutare e che sta mettendo a terra il commercio sono le donazioni di derrate alimentari o altro e i furgoni di commercianti che vengono da fuori Amatrice e che vanno nelle SAE a fare il porta a porta. Ricordo che il commercio itinerante ad Amatrice non è disciplinato ed è vietato. Quindi bisogna attuare anche una politica di controllo verso questi operatori “economici” che vengono da fuori.

C’è anche da affrontare la situazione del mercato di Amatrice: sicuramente va fatto un restyling per dare un po’ più di risalto all’idea di mercato senza intaccare i commercianti che vivono qui e sono il fulcro di Amatrice. Abbiamo inoltre chiesto al Comune (che sta valutando l’idea) di spostare il mercato nei due centri commerciali alternando una settimana in uno ed una settimana nell’altro. Penso che a breve verrà unito a noi. Questa è una delle conseguenze dei centri commerciali: quella della disgregazione che è molto difficile da gestire.

Quali sono le priorità degli interventi?


Prima di tutto per pensare al rilancio economico del territorio bisogna pensare a delle infrastrutture adeguate, soprattutto le strade perché non è possibile, dopo quasi due anni, non avere l’accesso diretto ad Amatrice con le altre due strade secondarie che spesso sono chiuse. Tante persone trovano, magari senza saperlo, la strada bloccata. Non è vero che si può venire tranquillamente ad Amatrice perché in ogni momento si potrebbero trovare le strade chiuse.  Questa incertezza crea enormi danni anche ai negozi presenti nelle frazioni che continuano a svolgere un ruolo importante per i cittadini.

Quali sono le criticità dei centri commerciali intesi come strutture?


Pur riconoscendo alla Regione Lazio il fatto che siamo stati i primi nel cratere ad avere le strutture, l’operato in supporto al Comune per i contributi di solidarietà ed il dialogo mai interrotto con noi negozianti ci sono delle criticità innegabili.  Abbiamo definitivamente capito che i centri commerciali sono una scelta sbagliata per una zona montana come la nostra, ma adesso non è più il momento di fare polemiche e quindi dobbiamo trovare un modo per convivere con questi ulteriori difficoltà. Stiamo cercando di inventare manifestazioni, di cercare di attirare la gente, ma è difficile perché è la natura stessa del format centro commerciale in montagna che non è attrattiva commercialmente parlando. Inoltre ci sono parecchi problemi a livello strutturale: dai riscaldamenti che a volte non funzionano, al problema delle fogne che a volte si intasano. C’è anche un problema relativo alla gestione: ancora non si capisce a chi verrà data e nel caso in cui venisse data ai negozianti sarà un’ulteriore mazzata, anche a livello economico, per tutti loro perché dovranno sobbarcarsi delle spese non indifferenti.
Bisogna, inoltre, risolvere il problema dei parcheggi: tanti clienti non vengono nei centri commerciali perché non c’è possibilità di parcheggio e quindi si fa prima ad andare fuori. A maggior ragione per il centro commerciale “Il Corso” che è senza un progetto di parcheggio. Ci auguriamo che il Comune agisca in fretta e prenda una decisione rapidamente perché la situazione è davvero problematica.

Che suggerimenti potete dare per dei progetti futuri alle amministrazioni locali e a tutti i livelli?


Un suggerimento che mi sento di dare è pensare urgentemente ad una possibilità di ricettività per le seconde case che sono il volano dell’economia di questi paesi.
Penso inoltre che vada studiato seriamente un progetto di marketing territoriale che rilanci le montagne. Voglio ricordare che siamo uno dei posti più belli del centro Italia, con una catena montuosa invidiabile che però non è adeguatamente sfruttata. 



 

 

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