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Cossu, da sei anni il territorio in attesa dei centri di accoglienza emergenze

 

© Marco Cossu
© Marco Cossu

 
 
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Progetto impantanato tra Rieti Turismo e Risorse Sabine. Interrogazione del consigliere provinciale di Fratelli d'Italia

     

dalla Redazione
mercoledì 6 dicembre 2017 - 18:01


Che fine hanno fatto i centri di accoglienza di protezione civile? Lo chiede il consigliere provinciale Marco Cossu (Fratelli d'Italia) a proposito del progetto della giunta Melilli, finanziato dalla Regione Lazio nel 2008 con due milioni e quattrocentomila euro per far adeguatamente fronte, in caso di calamità o emergenza, a tutte le necessità operative, di soccorso e di accoglienza della popolazione – per esempio un terremoto.

Villaggi da costruire in aree localizzate nei comuni di Scandriglia, Poggio San Lorenzo, Cantalice e Greccio che dovevano fungere da centri per attività polivalenti di protezione civile e di supporto a tutte le strutture di protezione civile quali prefettura, centri operativi intercomunali ed organizzazioni di volontariato operative.

Ma non solo: c’era bisogno (e ce n’è ancora) di strutture di accoglienza per i pellegrini che frequentano i cammini di fede, così la giunta Melilli volle prendere due piccioni con una fava ed affidò il progetto alla società per azioni Rieti Turismo. Dalle casse regionali arrivò l’acconto pari a 960mila euro, che l’amministrazione provinciale prontamente versò a Rieti Turismo, la quale il 22 novembre 2011 affidò i lavori all’associazione temporanea d’impresa costituita tra le società Nej Donadio e Amato Costruzioni.

Dopo di che il nulla, nonostante l’opera avrebbe una notevole utilità pubblica, specialmente alla luce degli effetti dell’ultimo sciame sismico che vede Cantalice all’interno del cratere. Nel frattempo la palla è passata a Risorse Sabine, la società per azioni che ha rilevato Rieti Turismo, finita poi in liquidazione, sotto inchiesta della guardia di finanza e sotto la lente d'ingrandimento dell'avvocato Pernazza, consulente nominato dall'amministrazione provinciale in carica per verificare la corretta gestione - la cosiddetta "due diligence".

«Il presidente Rinaldi, rispondendo alla mia interrogazione - dichiara Cossu a margine della seduta di consiglio provinciale - sostiene che si potrebbe ancora realizzare il progetto se vi fosse la disponibilità della somma nelle casse di Risorse Sabine, che fino ad oggi sono state un buco nero. Per questo si chiederà conto al liquidatore. Speriamo che questi soldi non abbiano preso altre strade come i fondi regionali per la formazione dei lavoratori. Sembra il gioco delle tre carte ma a perdere sono sempre i contribuenti e il nostro territorio. Così è stata amministrata la Provincia di Rieti e i suoi responsabili hanno fatto carriera lasciando in eredità un disastro che sarebbe stato tale anche senza la riforma Delrio, a cui va dato il "merito" di aver sferrato il colpo di grazia».








 

 

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