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Sabatino Iacoboni, indimenticabile presidente della SS Rieti calcio

 

La targa al Manlio Scopigno
La targa al Manlio Scopigno

 
 
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Poca attenzione alla sua memoria: la targa della intitolazione staccata e gettata in terra come un rifiuto da smaltire

     

di Fabrizio Tomassoni
venerdì 17 novembre 2017 - 09:36


Il 17 novembre 1969 veniva a mancare Sabatino Iacoboni, detto Lampeggia, indimenticato Presidente della SS Rieti Calcio dal 1948 fino al 1955.

Ai più giovani il nome di Iacoboni probabilmente non dirà nulla: eppure se ancora oggi il pallone rotola sul prato del “Manlio Scopigno”, se ancora riusciamo a trovare imprenditori appassionati come Riccardo Curci, se ancora la maglia amarantoceleste non è stata riposta in soffitta, ebbene una buona parte di merito di tutto ciò lo dobbiamo a Sabatino Iacoboni. È

Quando nel 1948 la Vaccarezza Rieti retrocedette malamente dalla serie B, ritrovandosi senza mezzi economici per iscriversi alla C, fu proprio Sabatino Iacoboni a caricarsi sulle spalle il blasone reatino in fallimento, ripartendo dalla Promozione con il solo titolo sportivo a disposizione ma senza una vera parvenza di società.

Successivamente - dopo l’esperienza concomitante con la Valentino Mazzola del 1949-50 – Iacoboni iscrisse la squadra in Prima Divisione Laziale presentando una ricostruita SS Rieti per la stagione 1950-51; a lui si affiancò il Marchese Ferdinando Vecchiarelli, patron dell’Olimpia (con Renato Milardi dietro le quinte). Da lì riprese il cammino che ci ha condotti, tra mille gioie e non poche traversie, ai giorni del FC Rieti di Curci e Parlato. A Sabatino Iacoboni il 1°maggio 2014 fu intitolata la curva nord dello stadio “Manlio Scopigno”, nell’ambito di un percorso della memoria che portò a dedicare ad altri campioni e dirigenti del calcio reatino alcuni spazi dell’impianto.

Ebbene oggi, a 48 anni dalla scomparsa del Presidente amarantoceleste per antonomasia, la targa della intitolazione non solo è stata staccata ma, soprattutto, gettata in terra come fosse un rifiuto da smaltire, senza che nessuno abbia avuto la sensibilità di rimetterla al suo posto. Mi chiedo da tifoso amarantoceleste se sia questo il modo migliore per onorare la memoria di un grande appassionato del calcio di Rieti. Grazie e… forza Rieti! come ci ripeterebbe Sabatino Iacoboni.








 

 

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