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Cinghiali, Copagri: troppi danni nella riserva dei Laghi

 


 
 
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«Che la gestione della cosa pubblica sia scacco del cinghiale è quasi da ridere» afferma la Confederazione Produttori Agricoli

     

dalla Redazione
giovedì 14 settembre 2017 - 09:24


La Copagri, Confederazione Produttori Agricoli, ha scritto al Prefetto di Rieti, al commissario della Riserva naturale dei laghi Lungo e Ripasottile, ai sindaci di Cantalice, Colli sul Velino, Contigliano, Poggio Bustone, Rieti e Rivodutri e al presidente della V Comunità Montana in merito ai danni che da tempo i cinghiali causano all'interno della riserva.

«Copagri è costretta a farsi portavoce della protesta unanime di tutti gli agricoltori della provincia di Rieti suoi associati - si legge nella lettera - ed in particolare di quelle aziende la cui produzione ricade all’interno della Riserva naturale dei Laghi Lungo e Ripasottile. Gli agricoltori dopo la siccità e gli incendi che hanno caratterizzato quest’ultimo periodo estivo, vedono minacciato il loro reddito dal cosiddetto “Patrimonio indisponibile dello Stato Italiano” avente l’aspetto dei selvatici il cui ciclo biologico è di fatto incontrollato da parte degli Enti territoriali Italiani».

«Predomina su tutti il caso annoso del cinghiale, - prosegue Copagri - specie della quale si conosce ormai ogni particolare ma che trova impotente al suo controllo chi del territorio è tutore. L’incapacità manifesta degli organi pubblici nei confronti di quella che ormai è divenuta una calamità che minaccia il territorio dal punto di vista economico, sanitario e dell’equilibrio ecologico, è decisamente sconfortante. Sentire l’agricoltore paventare un suo possibile abbandono della coltivazione o dell’allevamento su di un territorio che lo ha visto protagonista da sempre a causa dei danni dovuti soprattutto ad una singola specie di selvatico è, e vale la ripetizione, decisamente sconfortante».

«Che la gestione della cosa pubblica sia scacco del cinghiale è quasi da ridere; cioè senza quasi. Non ci si può meravigliare, quindi, se si ha veramente paura di terremoti, alluvioni ed altro. Non è Copagri che deve risolvere il problema ma è Copagri che deve sottolinearlo. L’Associazione resta comunque disponibile a partecipare a qualunque iniziativa per la risoluzione del problema che, in ogni caso resta in collo a chi gestisce il patrimonio dello Stato Italiano. Ovviamente Copagri tutelerà sotto ogni aspetto le aziende danneggiate ma resta in attesa di un rapido confronto sul tema da parte di qualsiasi soggetto abbia la sensibilità di sentirsi parte in causa del problema».








 

 

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