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Zona franca urbana: necessario correggere la norma

 

L'aula di Montecitorio
L'aula di Montecitorio

 
 
virgolette

La politica ascolti le associazioni di categoria del territorio

     

di Marco Cossu - Consigliere provinciale di Rieti
sabato 2 settembre 2017 - 08:29


Se governo e parlamento non applicano subito dei correttivi alla norma sulla zona franca urbana, la cura rischia di uccidere il malato. La politica ha il dovere di ascoltare le associazioni di categoria del territorio.

Non si capisce per quale motivo ci debbano essere dei paletti discriminanti nei confronti dei lavoratori autonomi e delle imprese locali che non abbiano avuto una consistente riduzione del fatturato negli ultimi quattro mesi dell’anno scorso, cioè i primi mesi post-sisma.

Discrimine palese rispetto alle zone franche istituite a L’Aquila e in Emilia dopo i terremoti del 2009 e del 2012, dove non c’è nessun parametro di fatturato e tutte le imprese possono beneficiare delle esenzioni. Presenterò una mozione in consiglio provinciale per chiedere al presidente Rinaldi di intervenire presso il governo. Che cosa chiedo?

Eliminare la discriminazione tra imprese e lavoratori autonomi; concedere le stesse agevolazioni previste per le nuove imprese anche a quelle già presenti nella zona, eliminando la proporzione del 25% di riduzione del fatturato; estendere le agevolazioni alle imprese che hanno avviato l’attività nella zona dopo il 24 agosto 2016 ma prima dell’entrata in vigore del decreto-legge 50/2017; non applicare la regola europea “de minimis” sugli aiuti pubblici alle imprese; prevedere iniziative di informazione all’estero sulla fruibilità turistica delle regioni Lazio, Marche, Umbria ed Abruzzo.








 

 

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