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Antonelli scala il Carpegna

 

Giorgio Antonelli
Giorgio Antonelli

 
 
virgolette

Sale sulla montagna di Pantani, arricchendo la sua collezione di colli

     

dalla Redazione
sabato 12 agosto 2017 - 09:30


La Montagna (su due ruote) è da sempre la passione di Giorgio Antonelli, ciclista reatino di lungo corso, con alle spalle quasi 700 gare disputate ed oltre 140 successi. Da oltre 20 anni, Antonelli sì è dedicato - in parallelo all'attività agonistica - allo studio certosino delle salite italiane; studio cui segue la scalata, con tanto di accurata misurazione dell'ascesa (distanza, pendenza media, pendenza massima).

Antonelli archivia poi immagini e dati, classificando le ascese in base ad una tabella di difficoltà, da lui elaborata. Il Carpegna, da lui affrontato pochi giorni or sono, è una salita famosa agli appassionati. Appena asfaltato, vide i duelli tra Fuente e Merckx, negli anni '73 e '74 ed ha visto poi transitare il Giro d'Italia più volte; ma è -soprattutto- la montagna di Pantani. Il grandissimo scalatore romagnolo inseriva infatti regolarmente il Carpegna nei suoi "Lunghi" ed affermava che il Carpegna gli bastava, per preparare il Giro d'Italia oppure il Tour.

L'ascesa, non lunga (6.100 metri) supera un dislivello di 622 metri, con una pendenza media del 10,2% ed una massima del 17%. Al km 2,4 s'incontra il monumento a Pantani e subito dopo una sbarra impedisce il passaggio di macchine e moto ed allora solo i ciclisti possono proseguire nel silenzio il tragitto. Antonelli ha scalato i più importanti passi o cime appenniniche; tra i tanti (restando nelle Marche) il Catria, il bellissimo Nerone, il Sassotetto, la Forca di Presta, il Passo di Gualdo.

Passi talora meno noti di quelli dolomitici, ma spesso più arcigni. In Abruzzo ha scatato tutti i versanti del Block Haus e di Campo Imperatore, due cime che superano i 2.000 (caso raro sugli Appennini); in Umbria Gavelli, Colle Bertone, Forca Scentelle ed i versanti della Forca d'Ancaiano; nel Lazio (oltre al Terminillo) Campo Catino, Monte Livata, Monte Scalambra, la Serra di S. Antonio, Monte Nuria e Monte Rosato; in Toscana il Ciocco (teatro di sfide memorabili al Giro ai tempi di Merckx e Gimondi), il terribile San Pellegrino in Alpe, il Monte Amiata; ed ancora il Fumaiolo, Valle Fiorita delle Mainarde (siamo qui in Romagna ed in Molise) ed infinite altre ascese; senza contare i Muri, vera passione di Antonelli, sempre alla ricerca di strappi dalle pendenze impossibili, che pochi conoscono e che i più evitano senz'altro.

Per quanto riguarda i più noti passi alpini, dolomitici e pirenaici, Antonelli ha scalato negli anni quasi tutto ciò che si poteva scalare; in Italia il Fauniera, l'Agnello, il Sampeyre, la Lombarda, il Finestre, il Nivolet, il Rifugio Barbara, Il Gran San Bernardo, il Piccolo San Bernardo, il Bernina, il Mortirolo, il Gavia, i 3 versanti dello Stelvio (la regina delle salite italiane), il Pordoi, il Falzarego, il Fedaia, il Giau, il San Pellegrino, le famose Tre Cime di Lavaredo, i 3 versanti del Passo delle Erbe, il durissimo Zoncolan, la Punta Veleno (salita di estrema difficoltà). In Francia ha scalato Tourmalet, Ventoux, Vars, Izoard, Bonette ed Iseran.








 

 

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